Casciere: «Massimi livelli di sicurezza in città»

Il vicesindaco replica alle accuse di Di Pangrazio che denotava altri scenari: «Smantellati campi rom abusivi, meno clandestini e via gli spacciatori»
AVEZZANO. Sicurezza «ai massimi livelli in città, dove i risultati prodotti dall'amministrazione De Angelis sono indiscutibili»: parola dell'assessore delegato, il leghista Leonardo Casciere, che rispedisce al mittente le accuse dell'ex sindaco, Giovanni Di Pangrazio, definendole: «mistificazioni». «I risultati prodotti dall’amministrazione comunale», scandisce Casciere, «sono inconfutabili: i campi rom abusivi sistematicamente smantellati, lo spopolamento dei clandestini dediti a delinquere, i molti Daspo attuati, la ripulitura della stazione ferroviaria dove, grazie all'attività della polizia locale gli spacciatori si sono dileguati, testimoniano la concretezza e i risultati dell'azione, a differenza di quanto accadeva durante l’amministrazione dell’ex sindaco. Pur di mostrarsi vivo, Di Pangrazio inveisce in modo scomposto sia contro il sottoscritto che contro il sindaco, mistificando gli ottimi risultati del piano di controllo coordinato del territorio, in vigore dal mese di marzo, con una stretta collaborazione tra l’amministrazione comunale e le forze dell’ordine, con il plauso della Prefettura, che è parte attiva». Sinergia virtuosa per l'assessore, poiché «l’utilizzo di agenti della polizia urbana per il rilevamento notturno degli incidenti stradali consente a polizia e carabinieri di concentrarsi nella lotta alla criminalità. Forse Di Pangrazio non lo sa o finge di non saperlo». Nessun passo indietro, quindi, sul servizio notturno della polizia locale. Sul fronte caldo della sicurezza, quindi, Di Pangrazio e Casciere delineano due scenari opposti. Ma la partita, ovviamente, non finisce qui. E dal versante sicurezza si sposta alla politica, dove l'assessore Casciere accusato di «fomentare la strategia della tensione», si toglie qualche sassolino dalle scarpe. «Non si comprende a cosa si riferisca il morituro (politicamente parlando)», replica, «quando afferma che farei proclami che alimentano odio tra la gente e insicurezza, ma mi è chiara la disinvoltura con cui, appena dopo l’affondo polemico, Di Pangrazio si ostini a offrire le sue prestazioni al nemico, il sindaco De Angelis, elemosinando un riconoscimento che non arriverà mai». Il passaggio finale va ascritto in quota elezioni regionali, dove Di Pangrazio è uno degli animatori delle civiche in viaggio verso il centro destra, che suona quasi come un out: «l’ex sindaco che, come egli stesso ricorda, riuscì nell’impresa di prendere meno voti delle liste», chiosa Casciere, «non sta scavando per terra, mani e piedi, per essere candidato dall’area di centrodestra? Ebbene, non è certo ricorrendo ad atteggiamenti insultanti nei confronti di questa coalizione, giustificabili solo dalla frustrazione per la marginalità politica, che il consigliere senza coalizione riuscirà a ritagliarsi un qualche ruolo, sia pure di secondo piano».
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