Case a fuoco, sono al vaglio diverse piste

17 Maggio 2019

L’ipotesi prevalente è quella accidentale legata al corto circuito partito dal bagno. Villaggio a rischio abbandono

SAN GREGORIO. L’ipotesi più accreditata resta sempre quella della causa accidentale, ma gli investigatori intendono approfondire anche altre piste per dare una risposta agli interrogativi relativi all’incendio che nella notte fra martedì e mercoledì scorsi ha distrutto quattro alloggi nel villaggio Map della frazione di San Gregorio. Le altre piste sarebbero legate a possibili screzi fra inquilini, alcuni dei quali risalenti a mesi fa. In mancanza di elementi concreti sul possibile dolo, resta forte l’ipotesi che a scatenare le fiamme possa essere stato il malfunzionamento di una caldaia che avrebbe perso acqua, l’umidità potrebbe poi aver provocato un corto circuito. Determinante sarà l’esito della relazione dei vigili del fuoco.
I Map andati in fumo quasi certamente non verranno ricostruiti e quindi dovranno essere demoliti. Le questioni aperte sono tante. La prima è sulla gestione dei Map, che attualmente fa capo al Comune anche se il terreno su cui sorgono le casette è dell’amministrazione separata dei beni di uso civico (Asbuc) di Paganica e San Gregorio. Nel 2010 negli alloggi furono ospitate famiglie di San Gregorio e famiglie dell’Aquila (qualcuna ancora c’è). Nel tempo, però, almeno il 60 per cento degli originari inquilini è tornato nella sua abitazione ricostruita o ristrutturata. I moduli abitativi sono quindi serviti a ospitare famiglie in difficoltà tanto che, in uno dei moduli andati a fuoco, per diverso tempo hanno abitato due persone con problemi di salute. Alcuni residenti dicono che spesso per quell’alloggio veniva chiesto l’intervento dei tecnici che curano la manutenzione. In particolare c’erano problemi nel bagno. Le due persone, poco tempo fa, sono state trasferite al Progetto Case. La richiesta di gran parte della popolazione di San Gregorio (sia di chi abita ancora nei Map che di coloro che vivono nella parte ristrutturata della frazione) è che sia presa al più presta una decisione definitiva su chi dovrà gestire il complesso immobiliare. L’Asbuc si è già detta disponibile a ragionare sul da farsi, ma serve “congelare” la situazione e quindi bloccare le assegnazioni e monitorare lo stato di ogni singolo alloggio. A quel punto il Comune potrebbe passare la mano all’Asbuc che, come detto, è proprietaria dell’area. Se non si procederà subito – sostengono i residenti – i Map rischiano di diventare un “ghetto” dove le persone, in un futuro non troppo lontano, sarebbero costrette a vivere nel degrado e nell’abbandono.
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