Case antisismiche a fuoco Evacuate due famiglie

Gli assegnatari in fuga: «Esperienza tremenda, come un secondo sisma»
L’AQUILA. Notte di terrore, quella tra martedì e mercoledì scorsi, tra gli assegnatari dei Map della frazione di San Gregorio, svegliati da un incendio divampato intorno alle due di notte. Non ci sono stati feriti ma la paura di una tragedia è stata forte.
L’INCENDIO. Le fiamme hanno riguardato una piastra con quattro appartamenti due dei quali disabitati. Il fuoco è partito da uno degli alloggi vuoti in alto e si è esteso rapidamente a tutto il complesso a partire dal tetto. Fiamme visibili, nella notte, a distanza di chilometri e, in particolare, dalla frazione di Tempera.
LA FUGA. Le due famiglie degli alloggi occupati (ai piani bassi) si sono accorte in tempo utile di quello che stava accadendo e si sono salvate senza rischiare alcunché. Gli altri due alloggi erano disabitati: fino a pochi settimane fa erano la casa di due donne disabili di mezza età mentre nell’altro alloggio fa viveva una persona deceduta da qualche mese.
I SOCCORSI. I vigili del fuoco sono intervenuti in forze e nel giro di pochi minuti erano lì. Per domare le fiamme, che erano particolarmente intense sul tetto, hanno adoperato almeno 20mila litri di acqua che è penetrata anche nelle abitazioni subito evacuate ma non raggiunte dalle fiamme che, diversamente, avrebbero distrutto gli averi dei residenti. Sul posto si sono portati almeno una dozzina di vigili con sei mezzi tra i quali un paio di autocisterne. I pompieri sono rimasti lì a lungo, almeno fino alle 12, anche per bonificare la piastra in modo da evitare ritorni di fiamma. Va anche evidenziato come le palazzine vicine a quella bruciata non hanno avuto alcun problema.
LA TESTIMONIANZA. «Quando mi sono svegliata di soprassalto», racconta Claudia Petrocco,che viveva in uno di quegli appartamenti con la madre, «ho sentito dei crepitii che mi hanno fatto pensare a della grandine o pioggia insistente. Pochi istanti dopo ho capito che era il rumore del fuoco e ci siamo messe in salvo». «E’ andata bene», ribadiscono lei e la madre, «ma è quasi inutile dire che questa è stata un’esperienza tremenda quasi come un secondo terremoto». Anche perché ora le due famiglie che abitavano lì dovranno trasferirsi in altri Map che il Comune metterà a disposizione. Sembra che siano già a disposizione altri alloggi nelle immediate vicinanze. Comunque gli assegnatati hanno dovuto sobbarcarsi l’onere di caricare le loro masserizie su dei furgoni. Un lavoro spiacevole, come tutti i traslochi, reso più difficile dal fatto che l’acqua usata per spegnere l’incendio era finita sul pavimenti. A dare loro una mano anche amici e familiari e persone arrivate proprio da San Gregorio e Tempera. Oltre che dalla gente che vive nei Map distanti pochi metri.
LE INDAGINI. Di certo le fiamme sono partite da uno degli alloggi disabitati, probabilmente quello al piano superiore e si sono estese al tetto. Si era ipotizzato inizialmente un corto circuito ma sembra che le utenze, almeno per quanto riguarda la corrente, fossero disattivate per via del fatto che in quelle case non c’era più nessuno. Quando questo aspetto sarà chiarito le indagini potranno prendere una svolta precisa. Si attende, comunque, una dettagliata relazione dei vigili del fuoco. Sul posto anche la squadra Mobile con la polizia scientifica e, prima ancora, la squadra Volante. Non va nemmeno scartata a priori l’ipotesi di qualcuno che sia entrato abusivamente in uno di quegli alloggi non assegnati e abbia causato il fuoco accidentalmente per poi fuggire.
IL PRECEDENTE. Pochi giorni fa c’è stato un incendio in uno degli alloggi inagibili del Progetto Case nella frazione Sassa.
A prendere fuoco, come hanno accertato i pompieri accorsi sul posto, il materasso del divano letto: da lì, poi, le fiamme sono divampate anche se i danni sono limitati al solo soggiorno nel quale si trovava la struttura incendiata. In quel caso le investigazioni hanno accertato che le fiamme sono state causate da un mozzicone di sigaretta lasciato acceso da qualcuno che poi si è dileguato. Resta un grave danno che nessuno pagherà.
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