Case antisismiche al servizio delle ambasciate

3 Dicembre 2019

Progetto dell’assessorato alle Relazioni internazionali per assegnare aree a chi ha aiutato la città

L’AQUILA. Il capoluogo di regione come “città amica” delle ambasciate straniere in Italia, una città di medie dimensioni che può diventare «un luogo di facilitazione degli uffici e delle attività internazionali», in cui poter vivere, lavorare e studiare, e diventare un attrattore per gli istituti di cultura delle ambasciate.
Il progetto per ora è tutto in embrione e occorrerà aspettare che acquisti forma e contenuto; ma l’assessorato al Turismo e alle Relazioni internazionali ci sta lavorando, intessendo relazioni istituzionali culminate, per esempio, nell’appuntamento del 10 settembre scorso, la cerimonia L’Aquila Ringrazia, organizzata dall’assessore Fabrizia Aquilio, per ringraziare gli ambasciatori dei Paesi che hanno contribuito alla rinascita post-sisma.
Per la sua effettiva realizzazione, l’assessorato sta conducendo una ricognizione del patrimonio immobiliare comunale, da mettere a disposizione degli ambasciatori e dei loro consiglieri, e il Progetto Case potrebbe avere un ruolo importante, soprattutto quegli alloggi inutilizzati e vuoti, ma già ammobiliati e pronti a ospitare.
L’assessore Aquilio preferisce non sbottonarsi, anche sull’utilizzo dei quartieri post-sisma «siamo a livello di ipotesi» e il progetto è assolutamente in itinere e «ci sono rapporti istituzionali delicati da tutelare», spiega.
Ai Paesi che hanno affiancato L’Aquila nel processo di rinascita donando fondi (Kazakistan, Germania, Israele, Russia, Giappone, Argentina, Estonia, Canada, Australia, Francia), Aquilio ha proposto di sviluppare un progetto che vada al di là del rapporto di amicizia nato in seguito al terremoto.
Se ne è parlato in occasione della conferenza italo-francese che si è tenuta a ottobre, a sei mesi dall’incendio di Notre Dame, nell’ambasciata di Francia, alla quale è stata invitata anche L’Aquila.
«In particolare gli ambasciatori francese, Christian Masset, e russo, Sergey Razov», spiega Aquilio, «in quella sede hanno descritto L’Aquila come una città splendida, al centro d’Europa, costituita da una comunità che è vissuta nel bello e che per questo è diversa dalle altre».
Proprio la Francia, inoltre, è particolarmente interessata al sistema universitario dell’Aquila. Ora il progetto dovrà essere messo su carta e formalizzato: «Lo scopo è cercare di mantenere e coltivare una serie di relazioni, per contribuire alla crescita sociale dell’Aquila», spiega Aquilio. Occorrerà, però, individuare luoghi idonei, che possano essere l’estensione degli uffici delle ambasciate. Luoghi e spazi dovranno essere concordati sulla base delle esigenze e dell’effettiva utilità da parte delle varie ambasciate.
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