Case con agibilità gonfiate Tecnico lancia dure accuse

15 Maggio 2016

Il responsabile dell’Utr di Goriano Sicoli si è dimesso: troppe pressioni su di me Verrebbero presentate, fuori i termini di legge, nuove perizie per avere più soldi

L’AQUILA. La denuncia è di quelle destinate a far discutere. Per dirla in due parole ci sarebbe chi presenta agli uffici territoriali per la ricostruzione (gli Utr sono otto e fanno capo ai sindaci dei Comuni minori) perizie giurate con le quali viene chiesta la revisione degli esiti di agibilità di immobili danneggiati dal sisma del 2009. Stiamo parlando di situazioni che si sarebbero verificate su pratiche relative a Comuni fuori del cratere (quelli dove il terremoto ha fatto poco più che il solletico). Se un edificio passa da agibilità A (danni quasi inesistenti) ad agibilità B o E (danni gravi) significa che l’indennizzo si moltiplica per 10 se non addirittura per 100.

A scatenare quella che si annuncia come una vera e propria bufera (che potrebbe sfociare anche in una indagine da parte della magistratura) è stato l’ormai ex responsabile dell’Utr numero 7 con sede a Goriano Sicoli. Come ha rivelato Abruzzo web, Marco Moca, con una lettera al sindaco di Goriano Sicoli ha presentato le proprie dimissioni lanciando accuse molto pesanti. Moca ieri mattina ha confermato al Centro la sua decisione di lasciare l’incarico ribadendo le motivazioni che ne sono state alla base. Moca parla di “pressioni” e di “pretese” da parte dei primi cittadini e addirittura del dirigente dell’ufficio speciale affinchè l’Utr 7 accogliesse il cambio degli esiti di agibilità in modo da far ottenere ad alcuni aggregati in Comuni della Valle Subequana e della Valle Peligna indennizzi milionari per il miglioramento sismico. Se le accuse fossero confermate significherebbe un enorme spreco di denaro pubblico e un arraffa arraffa degno di miglior causa. Tutta la problematica relativa ai Comuni fuori cratere (ce ne sono anche della provincia di Teramo e Pescara) è finita poco sotto i riflettori salvo qualche inchiesta giudiziaria che pure c’è stata. La denuncia pubblica di Moca scopre un pentolone dentro il quale nessuno sa bene cosa può esserci. L’ex responsabile dell’Utr con sede a Goriano Sicoli parla di operazioni illegittime oltre che dubbie nel merito. Cioè: le revisioni di agibilità non sono più possibili. Per capire meglio bisogna come al solito rifarsi a una normativa spesso confusa. Alla base c’è il decreto 41 del commissario Gianni Chiodi che porta la data dell’8 febbraio del 2011. All’articolo 1 si legge: al fine di concludere le attività di valutazione dell’agibilità sismica degli edifici situati nei comuni “fuori cratere” la perizia di cui alla circolare numero 0027671 del 14 luglio 2009 del vicecommissario delegato è consegnata al Comune entro il termine perentorio del 18 febbraio 2011”. La parola “perentorio” dovrebbe mettere fine a ogni discussione: chi è dentro (entro quella data) è dentro, chi è fuori è fuori. Presentare oggi un diverso o nuovo esito di agibilità (per esempio da A a E) è cosa illegittima se si applica alla lettera quel decreto. Il 13 settembre del 2013 venne pubblicato il provvedimento numero 2 del titolare dell’ufficio speciale di Fossa sotto il titolo “linee guida e indirizzi in materia di esiti di agibilità”. È un documento lungo e complesso.

L’articolo 6 recita che “l’esito definitivo attribuito con perizia giurata presentata, dal tecnico progettista incaricato, al Comune competente entro il termine perentorio del 18 febbraio 2011 non è suscettibile di revisione. Non si procede all’esame della nuova richiesta di ripetizione del sopralluogo e l’esito viene considerato definitivo nei casi in cui l’istruttoria sia stata già conclusa con provvedimento di concessione di contributo definitivo». Secondo Moca c’è chi pretendeva di violare sia il decreto 41 che il provvedimento 2 dell’Usrc che sembrano abbastanza chiari sul fatto che non si possono cambiare le agibilità in corsa, magari sostenendo che la piccola lesione della prima ora nel tempo è diventata una voragine. Forse la debolezza di tutto questo impianto normativo sta nel fatto che la questione “agibilità” (che è evidentemente molto delicata) è affidata ai Comuni e agli Utr che da loro dipendono (i responsabili sono nominati dall’assemblea dei primi cittadini). Moca riferisce di aver avuto duri scontri con i sindaci e di aver chiesto più volte chiarimenti sul significato del termine “perentorio” (che è nel decreto 41 e nel provvedimento 2) all’avvocatura dello Stato.

Per ora non ha avuto risposta.

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