Case da demolire, verdetto nel 2022

Il Consiglio di Stato deve pronunciarsi sul ricorso di due cittadini comproprietari
L’AQUILA. Ci vorrà ancora quasi un anno per conoscere la decisione del Consiglio di Stato sul ricorso di due cittadini (comproprietari) che hanno contestato un’ordinanza di demolizione del Comune dell’Aquila relativa a un immobile che è stato realizzato con la nota delibera 58 del 2009 che autorizzava la realizzazione di strutture abitative provvisorie post-terremoto.
il rinvio
I giudici del Consiglio di Stato hanno rinviato la decisione di merito al mese di ottobre del 2022 per avere il tempo di acquisire una relazione di verifica affidata a un funzionario della Regione. La verifica sarebbe necessaria per “accertare quali siano la destinazione e le dimensioni effettive dell’immobile oggetto della causa”.
Il Comune, continuano i giudici, “ha motivato la propria decisione, ostativa alla trasformazione del manufatto temporaneo in manufatto definitivo – e comunque alla sanatoria delle opere eseguite dalla parte privata – riscontrando la violazione della delibera numero 58 del 2009 nella parte in cui prevedeva come limite nella costruzione di manufatti temporanei una superficie residenziale massima di 95 metri quadrati e vietava la realizzazione di superficie non residenziale”. La verifica sarà svolta dal “direttore del dipartimento territorio-ambiente della Regione”.
AREE A VINCOLO DECADUTO
L’immobile sarebbe stato realizzato all’interno di una cosiddetta “area bianca” cioè una di quelle aree vincolate dal piano regolatore generale del 1979, ma il cui vincolo è decaduto. In queste aree la sanatoria degli immobili delibera 58 è in genere consentita. In questo caso quindi la questione non è tanto la localizzazione ma il rispetto delle “misure” imposte dalla delibera di consiglio comunale del 2009. (g.p.)
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