«Case da lasciare»

Il sindaco Cialente insiste, i residenti: chi paga il trasloco?
L’AQUILA. Gli alloggi non sono sicuri, e vanno abbandonati. Nessun passo indietro, da parte dell’amministrazione comunale, dopo l’ordinanza del sindaco Massimo Cialente che ha disposto lo sgombero di trenta famiglie che abitano nelle “case parcheggio” di San Gregorio. Ieri mattina, il primo cittadino si è recato nel complesso per incontrare le famiglie e spiegare i motivi per i quali quelle case devono essere sgomberate. Venti giorni di tempo per liberare gli alloggi, ha ribadito, ma non ha fornito alcuna spiegazione in merito alle modalità attraverso le quali si porterà a compimento l’operazione. Nessun chiarimento, ad esempio, sul trasloco dei mobili. Agli sfollati aquilani che avevano perso casa durante il terremoto del 2009, il Comune ha riconosciuto un contributo per lo spostamento dei mobili dalle case danneggiate o da ricostruire. Gli abitanti di San Gregorio, che ad agosto del 2009 furono fatti rientrare frettolosamente in quegli alloggi nonostante le crepe sui muri, invece, ancora non sanno se potranno ricevere quel contributo o se, al contrario, dovranno provvedere di persona a pagare le spese per il trasloco.
I residenti non hanno accettato di buon grado la decisione del Comune. «Se queste case sono pericolose oggi», dicono, «lo erano anche sette anni fa, quando fummo costretti a rientrare». Il Comune, dal canto suo, si giustifica sostenendo che le condizioni degli immobili sono peggiorate dopo gli ultimi due terremoti (Amatrice e Norcia), e che di fronte ad una relazione tecnica che fotografa uno stato di assoluto degrado nessuno può prendersi la responsabilità di consentire alle famiglie di restare. Ad accompagnare Cialente, l’assessore Maurizio Capri e la dirigente del settore, Enrica De Paulis.
«C’è un problema di sicurezza strutturale rispetto alle scosse, per questi edifici», ha detto Cialente nel corso dell’incontro, «che riguarda 30 famiglie, ed è una cosa sopraggiunta adesso. Non mi vergogno a dire che anche a casa mia è ricomparsa una brutta crepa, che adesso devo smontare per vedere se riguarda la trave. Sta succedendo in moltissimi posti. Ci sono delle case che sono meno sicure. Ci sono 200 interventi di demolizione che stiamo accelerando perché l’ultima scossa, di magnitudo 6.5 a Norcia, che a noi sarà stata di magnitudo 5.8, ci sta dando dei problemi. Qui riguarda 30 appartamenti. In tutti questi edifici, inoltre, c’è un problema igienico sanitario, legato a umidità e muffa. Abbiamo deciso rifarle nuove, perché con i soldi con i quali in questo momento si rifanno i palazzi all’Aquila, 1.195 euro a metro, stanno uscendo case fatte benissimo».
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