Case danneggiate dal sisma finanziati 74 interventi

29 Aprile 2016

Ma le richieste di contributo per la ristrutturazione degli edifici privati erano 323 Per le pratiche che hanno ottenuto il nulla osta stanziati 3milioni 700mila euro

SULMONA. Sono finalmente arrivati i contributi pubblici per la mitigazione del rischio sismico degli edifici privati danneggiati nel 2009. Dopo sette anni di attesa lo scorso sei aprile è arrivata la pubblicazione del finanziamento sul Bollettino ufficiale della Regione Abruzzo (Bura) e il Comune di Sulmona li ha postati sul suo sito il 18. L’arrivo dei contributi riporta al centro dell’attenzione la questione della ricostruzione in città, con centinaia di famiglie ancora in attesa dopo le prime graduatorie degli anni scorsi. Il mancato inserimento della cittá nel cosiddetto cratere sismico, infatti, ha complicato e ritardato le cose, facendo slittare le pratiche riguardanti gli edifici privati. Quest’ultimo elenco si riferisce agli interventi antisismici su edifici privati, che fanno riferimento all’ordinanza della Presidenza del consiglio dei Ministri, la numero 4007 del 29 febbraio del 2012.

Dei 323 che hanno presentato domanda solo 74 sono stati ammessi al contributo in città, un numero che sale a 97 considerando il Comune di Avezzano, per un totale che sfiora i tre milioni e 700mila euro.

Gli interventi previsti riguardano il rafforzamento e il miglioramento dei locali o, nelle situazioni più gravi, la demolizione e ricostruzione. Nel primo caso gli aventi diritto dovranno presentare al Comune il progetto definitivo di intervento entro 90 giorni; nel secondo la scadenza viene raddoppiata a 180 giorni.

Dalla presentazione del progetto inizia il rigido cronoprogramma dei lavori che prevede precisi tempi di avvio e fine dell’intervento, pena il ritiro del contributo.

I lavori dovranno cominciare entro 30 giorni dall’approvazione del progetto ed essere completati entro 270 giorni (nel caso di rafforzamento locale), 360 giorni (nel caso di miglioramento sismico) o 450 giorni (nel caso di demolizione e ricostruzione).

«Il mancato rispetto della tempistica sopra indicata verrà comunicato all’amministrazione regionale che provvederà a revocare il contributo», si legge nel bando. «L’ufficio tecnico comunale potrà effettuare anche delle verifiche nel cantiere per controllare lo stato di esecuzione dei lavori. Nel caso in cui nel corso di tali verifiche si riscontrino tempi di esecuzioni non compatibili con la data finale di completamento dell’intervento, l’ufficio tecnico comunale ne darà comunicazione all’interessato e all’amministrazione regionale affinché la stessa provveda alla revoca del contributo concesso». Per eventuali comunicazioni e chiarimenti, le persone interessate possono contattare le responsabili del procedimento, ovvvero l’architetto Barbara D’Aprile e l’avvocato Maurizia Di Massa.

Federica Pantano

©RIPRODUZIONE RISERVATA