Case e locali pubblici a rischio allagamento

10 Ottobre 2020

L’AQUILA. Ostaggi dell’abbandono e dell’incuria, i cittadini di via Pile tornano a far sentire la loro voce. A ogni pioggia un po’ più consistente sono costretti a pregare che smetta presto. E a...

L’AQUILA. Ostaggi dell’abbandono e dell’incuria, i cittadini di via Pile tornano a far sentire la loro voce. A ogni pioggia un po’ più consistente sono costretti a pregare che smetta presto. E a indossare un paio di stivaloni per rientrare a casa. Anche alcuni locali pubblici, tra i quali un ristorante, sono nelle stesse condizioni. Anni di proteste, di danni documentati, di promesse mai mantenute.
Il sottopasso-trappola di via Pile, passata l’ultima piena, ha lasciato dietro di sé una montagna di rifiuti. Sono due i fronti dove il deflusso dell’acqua è storicamente difficoltoso, come ricorda Carlo Di Cesare, residente nella zona, che da anni si batte contro il «muro di gomma» delle istituzioni. Ci sono due sottopassi ferroviari, il primo che immette su via Gian Gaspare Napolitano (dove il Comune ha annunciato 3mila euro per una nuova pompa di sollevamento) e l’altro che porta all’area ex Alenia, abbandonata da anni. È qui che, tra immondizia e resti di passaggi notturni incontrollati, sono cresciuti arbusti e si sono accumulati detriti proprio nel buco, troppo piccolo, dal quale dovrebbe defluire l’acqua, sia quella che proviene dalla città sia dal piazzale dello stabilimento dismesso. Così l’acqua torna indietro e invade abitazioni e locali commerciali. «Facciamo l’ennesimo appello al Comune e a chi può intervenire: siamo stanchi. Ora chiederemo l’intervento della magistratura». (e.n.)