Case e Map, il Pd interroga Biondi

Il capogruppo Palumbo: recupero o riutilizzo degli alloggi, esiste una strategia?
L’AQUILA. «Cosa vuole fare l’amministrazione comunale con i progetti Case e Map costruiti dopo il terremoto del 2009?». È la domanda che il capogruppo del Pd in consiglio comunale, Stefano Palumbo, rivolge alla giunta Biondi. L’esponente Dem ha fornito un plico fitto di numeri che restituiscono una fotografia della situazione attuale dei Progetti Case e dei Map costruiti dopo il sisma del 6 aprile. Un patrimonio che, alla luce del Pnrr (Piano nazionale di ripresa e resilienza), il Comune potrebbe rivitalizzare.
gli interrogativi
«Quanti alloggi si prevede verranno liberati nel corso dei prossimi anni grazie al rientro delle persone nelle proprie abitazioni ricostruite?», chiede Palumbo. «Il Comune dell’Aquila», riprende, «ha di fronte una occasione unica, rappresentata dal Pnrr, che con un fondo complementare destina 60 milioni al recupero di una parte degli edifici temporanei del cratere 2009».
«Considerando il Pnrr», sottolinea Palumbo, «quanti alloggi tra quelli inagibili si valuta di poter recuperare e quanti invece si conferma di dover demolire? Come saranno distribuiti gli alloggi destinati ai progetti annunciati nel Pnrr? E cosa si intende fare con i Map, esiste una strategia di riconversione urbanistica delle aree che andranno dismesse, oppure esiste un piano finalizzato a una gestione finanziariamente sostenibile per l’ente comunale?». Tutte domande al momento senza risposta. «Già nel 2016», ricorda Stefano Palumbo, «il consiglio comunale dell’Aquila aveva approvato un mio ordine del giorno che impegnava l’amministrazione a elaborare un piano all’abbattimento o al riutilizzo degli appartamenti costruiti dopo il sisma».
I NUMERI DEL 2021
Andando a leggere le tabelle, si scopre che 6.996 persone risiedono nel progetto Case e 1.605 nei Map, per un totale di 8.601 persone. Al momento è utilizzato il 68% degli appartamenti costruiti nel 2009. Una parte di questi residenti, poco più della metà, è in attesa di veder ricostruita la propria casa distrutta dal terremoto.
BALCONI CADUTI E LESIONI
È questa una nota dolente: tra balconi caduti e piastre lesionate, risulta inagibile circa il 21% degli appartamenti del progetto Case e poco meno del 15% dei Map. Tre insediamenti del Progetto Case sono disabitati (Arischia, Coppito2 e Collebrincioni), così come disabitati sono gli insediamenti Map di Cansatessa, San Vittorino e Pescomaggiore. In totale, risultano inutilizzati, perché inagibili o semplicemente vuoti, il 33% degli appartamenti del progetto Case e il 27% dei Map.
IL FUTURO DELLA CITTÀ
«Il governo centrale», ricorda Palumbo, «ha istituito all’Aquila il Centro nazionale del servizio civile universale, la Scuola nazionale dei vigili del fuoco e la Scuola della pubblica amministrazione, annunciata da Mario Draghi lo scorso 28 settembre all’inaugurazione del Parco della memoria. Interventi che verranno finanziati in buona parte dai fondi del Pnrr. Ma bisogna sapere cosa fare, e farlo bene», conclude Palumbo.
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

