Case Fondo immobiliare: sfollati contro il Comune
Costituito un comitato: «L’operazione è servita a salvare costruttori e banche Ora l’amministrazione deve trovare soluzioni trasparenti ed eque per tutti»
L’AQUILA. Non ci stanno a lasciare le case del Fondo immobiliare e decidono di dar vita a un comitato. Tutto è nato dalla decisione del Comune di cancellare, a partire dal 31 marzo, tutte le forme di assistenza alla popolazione per coloro che percepiscono il contributo di autonoma sistemazione o che sono ospitati in abitazioni in affitto concordato o del Fondo immobiliare.
«Abbiamo tutti ricevuto una raccomandata dal Comune con queste nuove disposizioni», affermano i cittadini che hanno dato vita al comitato. «Una decisione, quella di far cessare queste forme di assistenza, assunta forse con leggerezza, dal momento che gli alloggi disponibili (Progetto Case e Map) allo stato attuale, sono assolutamente insufficienti ad ospitare tutte le famiglie. Infatti, le famiglie in questione sono 450 a fronte di appena 75 unità abitative. Pertanto il Comune sarà obbligato a prorogare le varie forme di assistenza, soprattutto il contributo per l’autonoma sistemazione. A questo punto è obbligatorio chiedersi quali siano i criteri che il Comune sta adottando nel procedere allo spostamento della popolazione assistita nel Progetto Case e nei Map. L’onere economico? I componenti dei nuclei familiari? Le fragilità sociali? Oppure il Comune spera che la maggior parte dei cittadini, pur di evitare l’ennesimo trasloco e un ulteriore doloroso stravolgimento della propria vita, scelga di rinunciare a ogni forma di assistenza, rendendo così le cose più facili per chi ci amministra? In una situazione ancora più difficile si trovano le famiglie ospitate nel Fondo immobiliare che dovranno lasciare comunque l’alloggio, dal momento che Europa Risorse non intende aprire trattative di sorta. Noi chiediamo all’amministrazione di farsi carico di questa situazione facendo da tramite tra cittadini e Fondo immobiliare per individuare soluzioni trasparenti ed eque, che non discriminino nessuno: né chi ha la fortuna di rientrare in casa propria in tempi brevi, né chi – al contrario – ha la sfortuna di dover fare i conti con tempi molto più lunghi».
L’operazione «Fondo immobiliare», secondo i cittadini che hanno costituito il comitato, «è servita a salvare costruttori in difficoltà e banche creditrici, ma fu posta in essere per accogliere gli sfollati, altrimenti non sarebbe stata possibile. Oggi, la stessa operazione (che comunque continua a garantire a Europa Risorse lauti guadagni) non può tramutarsi esclusivamente in un business costruito sulla pelle dei cittadini aquilani. Noi», afferma il comitato, «non lo permetteremo».
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