Case in cooperativa, stop ai vincoli per la vendita

3 Aprile 2017

I proprietari potranno cedere o affittare gli immobili in regime di libero mercato La delibera approvata in consiglio consentirà di sbloccare gli atti fermi dai notai

SULMONA. Il Comune ha approvato la cancellazione dei vincoli sul prezzo massimo di vendita, o di affitto, delle ex case popolari e degli alloggi realizzati da cooperative edilizie.

La delibera approvata venerdì in consiglio comunale dà la possibilità ai proprietari di alloggi realizzati in aree Peep, che ne hanno fatto o ne faranno richiesta, di rimuovere i vincoli relativi alla determinazione del prezzo massimo di vendita degli appartamenti e delle loro pertinenze (fondaci, garage o terreni), mediante la stipula di una convenzione e previo versamento di un corrispettivo al Comune. Dunque, potranno vendere o affittare l’immobile in regime del libero mercato. I costi di istruttoria, inizialmente fissati in 500 euro, sono stati dimezzati nell’ultimo consiglio su proposta del consigliere di minoranza Francesco Perrotta. La proposta è stata fatta propria dalla maggioranza. «Questo è un provvedimento atteso da tempo dalla cittadinanza», è il commento del vicesindaco e assessore all’urbanistica Mariella Iommi, «è funzionale alla ripresa del mercato immobiliare e al conseguente riflesso nel sistema economico locale. Ed è cosa positiva anche per le casse comunali». La delibera consente di sbloccare gli atti di compravendita bloccati in assenza del tariffario o della rimozione dei vincoli. In città il maggior numero si registra alla zona Peep, dove peraltro vive la maggioranza dei sulmonesi (circa il 60%). È qui, infatti, che tra il 1970 e il 1990 c’è stato il boom delle cooperative edilizie. La cosiddetta edilizia convenzionata o popolare (con contributi pubblici e sgravi fiscali) che all’epoca ha sbloccato i mercati immobiliari e che ora presenta il conto. Sono già una trentina gli atti bloccati in città dai notai che non accettano più le perizie giurate dei tecnici sul valore delle proprietà, dopo la sentenza della Corte di cassazione del 2015 (numero 18135), che ha stabilito l’indice massimo di cessione da parte dei Comuni. Ma a ciò si potrebbe aggiungere la beffa per quei proprietari che hanno già venduto e che ora rischiano di dover pagare sanzioni pesantissime e di restituire – ad acquirenti ed affittuari – quanto percepito in eccesso rispetto alla somme previste nelle convenzioni comunali. La questione riguarda un po’ tutti i Comuni italiani, con varie associazioni che stanno già facendo stime e conti sul danno erariale conseguente e su quello relativo alla turbativa del mercato immobiliare. Visto che proprietà avute a prezzi vantaggiosi sono state rivendute a costo di mercato, cioè a cifre molto più elevate, con guadagni superiori al cento per cento. Proprio per questo, i notai hanno deciso di non assumersi più alcuna responsabilità e, nel dubbio, di bloccare gli atti di compravendita. Ora la questione, dopo il voto del consiglio comunale, è in via di risoluzione.

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