Case popolari, non ci sono i soldi

10 Luglio 2016

Il direttore e l’amministratore chiariscono: «Progetti pronti, ma mancano i fondi per ricostruire»

L’AQUILA. Il cronoprogramma dei lavori esiste, ed è stato inviato agli organismi competenti: quello che manca sono le risposte e, soprattutto, i finanziamenti necessari al completamento della ricostruzione del patrimonio edilizio pubblico. È quanto affermano il direttore e l’amministratore unico dell’Ater dell’Aquila, Venanzio Gizzi e Francesca Aloisi, dopo le notizie che evidenziano il disagio e le sperequazioni che colpiscono gli assegnatari di alloggi popolari per i ritardi nella ricostruzione. Questa circostanza, affermano Gizzi e Aloisi, «è il naturale sbocco di situazioni che questa azienda ha denunciato da tempo per la mancata concessione dei finanziamenti necessari per i lavori da eseguire». Segnalazioni che non hanno mai ricevuto riscontro. «Tutti i progetti validati e pronti per le procedure di gara restano fermi», aggiungono, «anzi si evidenziano danni economici ed erariali per i ritardi dovuti alla revisione dei progetti con l’entrata in vigore del nuovo codice degli appalti». La riparazione dei fabbricati con danni “leggeri”, sostengono, è stata completata nel 2015. «In merito alla ricostruzione degli alloggi classificati E, l’Ater ha ricevuto i primi fondi, pari a 29 milioni di euro, a metà del 2013, dando avvio 18 fra procedure di gara e affidamenti diretti delle risorse ai condomini gestiti da amministratori privati, dove il patrimonio pubblico è minoritario rispetto a quello venduto. La totalità dei suddetti fabbricati, entro la fine del corrente anno, sarà riconsegna ai legittimi assegnatari e proprietari. Dal 2013, quindi, questa Azienda non ha ricevuto ulteriori fondi se non quelli parzialmente trasferiti nel mese di dicembre 2015 relativi alla delibera Cipe 23 del 20 febbraio 2015». Quest’ultima delibera prevedeva uno stanziamento di circa 27 milioni di euro; «nel mese di dicembre», concludono, «sono stati trasferiti soltanto ed inspiegabilmente 5,5 milioni di cui, circa 4,4 per i fabbricati di competenza Ater e l,l milioni per i fabbricati la cui competenza per l’esecuzione delle opere è del Provveditorato alle opere pubbliche (fra cui Via Amiternum)».

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