Case San Gregorio, pugno duro di Cialente
Il sindaco agli inquilini: «Ordinanza di sgombero per motivi di sicurezza, pagate i fitti arretrati»
L’AQUILA. «La verità è che fa comodo avere case gratis. Per questo noi andremo fino in fondo». Pugno duro del sindaco Massimo Cialente nei confronti delle 21 famiglie residenti negli alloggi Erp di San Gregorio che non hanno intenzione di rispettare l’ordinanza di sgombero e hanno firmato una diffida, indirizzata anche alla procura della Repubblica, per chiederne la sospensiva. «Chi decide di restare nelle case classificate A», afferma il sindaco, «inizi a ripagare. Io sotto Corte dei Conti, per loro, non ci torno». Secondo Cialente, tra le 60 famiglie che risiedono nel complesso ci sarebbe chi non paga l’affitto da 8 anni. L’ordinanza di sgombero è arrivata dopo le ultime scosse di terremoto. «Resto senza parole. Tutti conoscono», sottolinea il sindaco, «le lamentele dei residenti circa la scarsa sicurezza, il terrore di vivere in quelle case, il disagio profondo. Un nuovo controllo, eseguito lì come altrove dopo le recenti scosse di terremoto, ha consigliato i nostri tecnici ad impormi di preparare un’ordinanza di sgombero. Il tutto nell’esclusivo interesse e per garantire la sicurezza dei cittadini». Nel frattempo, la giunta ha presentato il piano di recupero dell’area, con un progetto modello, che verrà finanziato con i finanziamenti nazionali previsti per il recupero delle periferie. «Spinti da un noto esponente politico dell’Aquila, noto soprattutto per la mancanza di rispetto che lo ha sempre contraddistinto per il lavoro dei suoi colleghi», accusa il sindaco, «una parte di questi cittadini si oppone allo sgombero. Sono gli stessi che non pagano da 8 anni i fitti, perché lamentano che le case non sono sufficientemente curate. Gli diciamo di uscire per curarle e non vogliono. La verità è che fa comodo avere case gratis. Sono 8 anni che non pagano (alcuni ci devono oltre 3.600 euro), e già non pagavano prima del sisma (altre migliaia di euro di morosità). Mi conoscete. Io credo che una collettività possa vivere solo se vive in una democrazia. Ma sapete anche che io mi sono sempre battuto perché la democrazia si sostanzia nel rispetto delle regole. Andremo, come sempre», conclude Cialente, «sino in fondo in scienza e coscienza. In questa città non ci sono figli e figliastri. Chi decide di restare, nelle case classificate A, inizi a ripagare. Io sotto Corte dei Conti, per loro, non ci torno».
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