Casella, successo per i concerti
Conclusa la rassegna dedicata al grande compositore
L’AQUILA. Conclusa con successo di pubblico, anche per la prima assoluta del concerto sinfonico interamente dedicato ad Alfredo Casella ed eseguito dall’Orchestra del Conservatorio dell’Aquila e dall’Orchestra Sinfonica Nazionale dei Conservatori, la seconda edizione di “Casella interprete del suo tempo”, la rassegna organizzata dal Conservatorio nell’ambito del programma del decennale del sisma “L’Aquila città della memoria e della conoscenza”. Il concerto è stato replicato nell’ala Accademica del Pontificio Istituto di Musica Sacra.
Bilancio positivo anche per il convegno, curato da Luisa Prayer, che ha visto la presenza di nove importanti esponenti della musicologia italiana. Sono state presentate relazioni inedite, dedicate a vari aspetti della poliedrica personalità di Casella dagli studiosi Antonio Rostagno, Roberto Calabretto, Giangiorgio Satragni, Benedetta Saglietti, Angela Annese, Francesco Fontanelli, Marco Targa, Gregorio Moppi, e le due Accademiche di Santa Cecilia Annalisa Bini e Fiamma Nicolodi.
Quest’ultima, una delle massime esperte del Novecento musicale italiano, e nipote di Alfredo Casella, ha sottolineato l’altissima qualità degli interventi svolti. «Tutti hanno dimostrato di aver approfondito gli argomenti», ha detto, «ma i giovani mi hanno veramente sconvolto: non ce n’è stato uno al di sotto dell’altissima qualità che il convegno ha espresso. È emerso un Casella molto modernista, forse molto più modernista di quanto io stessa non conoscessi. Il convegno ha delineato la figura di un Alfredo Casella sperimentatore, nel senso che lui è stato uno sperimentatore fino in fondo di tutti i linguaggi».
«“Casella interprete del suo tempo”», ha aggiunto, «ha dunque tratteggiato la sua figura come autore e allo stesso tempo voce critica. Un intellettuale che è stato veramente interprete del suo tempo perché ha avuto uno sguardo, come pochi, su tutta la contemporaneità di cui si è fatto interprete per portare avanti il ruolo del nostro Paese nello scenario internazionale che, secondo Casella, doveva essere un ruolo specifico perché doveva interpretare una cultura delle cui radici noi, oggi, ci riappropriamo e capiamo come possono essere di ispirazione per un’azione artistica veramente attuale».
«La grandezza di Casella», ha concluso, «è stata di capire la contemporaneità con uno sguardo aperto sul mondo e in questo senso da, alla nostra musica e alla nostra arte, un ruolo guida e veramente attuale. Oggi, il punto, è capire Casella, e riconoscergli quello che lui ha fatto e lo sguardo verso il futuro che ha sempre avuto».
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