Caserma chiusa, la Uil invoca azioni di protesta unitarie

SULMONA. Doppi turni per gli agenti penitenziari e cercare di capire perché il piano terra che ospita bar e mensa può restare aperto. I sindacati insistono sulla questione della chiusura della...
SULMONA. Doppi turni per gli agenti penitenziari e cercare di capire perché il piano terra che ospita bar e mensa può restare aperto. I sindacati insistono sulla questione della chiusura della caserma degli agenti penitenziari interna al supercarcere. La palazzina è stata dichiarata in parte inagibile dopo una serie di verifiche sismiche non superate dai piani che ospitano le stanze degli agenti pendolari. «Chiediamo di rivedere l’ordine di servizio nella parte in cui si prevede l’esclusione del piano terra (mensa compresa) dal novero degli alloggi ritenuti inagibili», spiega il segretario generale della Uil Mauro Nardella. «E sollecitiamo l’intervento di tutte le rappresentanze politiche territoriali, nonché l’attivazione di doppi turni (anche per l’Aquila e l’istituto di istruzione) per far gestire al meglio la vita ai pendolari. Il tutto disponendo di rivederci tra 10 giorni in assemblea per decidere le azioni da intraprendere qualora dovessimo raggiungere un accordo sindacale unitario». L’auspicio dei sindacati è, infatti, quello di recuperare unità sulla vertenza, che chiama in causa la sicurezza degli agenti, del penitenziario e del territorio. La presenza degli agenti ha anche una funzione di sicurezza in virtù dei 267 in servizio, a fronte dei 386 in pianta organica. Attualmente sono 150 gli agenti che usufruiscono della caserma in modo non continuativo, si tratta per lo più di pendolari che pagano un canone di locazione per poter pernottare nella struttura anche se non tutti i giorni. In media, comunque, sono 50 coloro che la utilizzano ogni giorno, con picchi di affluenza che possono anche arrivare alle 100 presenze giornaliere. La struttura, che si trova all’interno della recinzione del supercarcere e ospita la mensa, il bar e gli alloggi, è stata chiusa lunedì pomeriggio all’improvviso, con gli agenti costretti a trovare una soluzione alternativa in poche ore. Ora, una parte dei 50 ospiti abituali sono nella Scuola di polizia penitenziaria che ha messo a disposizione cinque camere e gli altri dovranno aspettare la messa a punto degli uffici messi a disposizione dalla dirigenza. (f.p.)
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