Caserma dei vigili del fuoco Torna l’ipotesi viale Panella

Sindacato Conapo denuncia: «Soluzione Coppito sfumata: ennesimo dietrofront» Spunta la proposta di smantellare uffici e villaggio post-sisma vicino al cimitero
L’AQUILA. Un 8 settembre in piena regola. Dalla caserma Rossi a Coppito e da Coppito a...viale Panella. Si torna alla casella di partenza. In un gioco dell’oca che lascia sconcertati. La confusione sulla localizzazione della nuova caserma dei vigili del fuoco – gli eroi sempre sulla bocca di tutti, eppure senza casa da undici anni – è totale. E quando l’ipotesi Coppito sembrava ormai cosa fatta, un ulteriore impedimento rischia di far saltare tutta l’operazione. Non è bastata neppure la visita dell’allora ministro Salvini in città per risolvere l’annosa questione. In quella sede si parlò della caserma Rossi. Ora invece, visti gli intoppi su Coppito, sarebbe pronto un piano B: quello di smantellare gli uffici e il villaggio Map in viale Panella (quasi di fronte all’attuale comando) per una nuova caserma su un’area di 12mila metri quadri. Non prima di aver ricollocato le persone che abitano in quelle 24 casette, finite anche nel mirino della Procura e della Corte dei conti dopo alcuni esposti.
IL DIETROFRONT. Il sindacato Conapo parla di «ennesimo dietrofront nell’iter di ricostruzione della caserma dei vigili del fuoco dell'Aquila che, dopo essersi visti danneggiare irrimediabilmente dal terremoto del 2009 la sede storica di via Pescara, demolita poi da loro stessi, ancora oggi non sanno se e dove ne verrà mai ricostruita una, degna di un capoluogo di regione in piena fase di ricostruzione». Il Conapo, da sempre sostenitore della necessità di delocalizzare la sede del Comando provinciale altrove data «l’inadeguatezza del sito di via Pescara che nel frattempo non è neanche più rispondente alle accresciute necessità operative dei vigili del fuoco», tramite i suoi rappresentanti locali esprime forte disappunto e delusione.
«UN FALLIMENTO». «Abbiamo appena saputo», riferiscono Elio D’Annibale ed Ermanno Pitone, rispettivamente segretario regionale e provinciale del Conapo, «che dopo quella della caserma Rossi è sfumata anche l’ipotesi, avanzata a suo tempo dalla nostra stessa amministrazione, di ricostruire la sede a Coppito, acquisendo a tale scopo un’area adiacente l’attuale direzione regionale Abruzzo. Il motivo sarebbe da attribuire a non meglio specificati “problemi tecnici”. Notizia, peraltro, che arriva in un momento in cui la ricostruzione della parte demolita della sede di via Pescara è ferma ormai da un anno e sulla cui sorte l’amministrazione del vigili del fuoco non sa darci risposte. Si brancola nel buio. A 11 anni dal terremoto e con i fondi da tempo in cassa pronti da spendere per quest’opera».
DODICI MILIONI. Lo stanziamento per la nuova sede è di 12 milioni e può essere destinato solo a questa realizzazione. «Dal 2009», ricordano D’Annibale e Pitone ripercorrendo le tappe della vicenda, «abbiamo assistito prima, nel 2014, all’annullamento della gara d’appalto per un possibile contenzioso ed errori nella progettazione; poi al rigetto da parte del Demanio civile dell’ipotesi di ricollocazione nell’area dell’ex caserma Rossi, soluzione che peraltro tutto il personale aveva caldeggiato ma nemmeno l’interessamento diretto dell’allora ministro dell’Interno bastò per raggiungere lo scopo e infine, oggi è sfumata quest’ennesima ipotesi che prevedeva la ricostruzione di questa strategica e fondamentale opera pubblica a Coppito, dove già insiste la Direzione regionale che dovrebbe essere trasferita in centro, se il cantiere di via Pescara, oggi ridotto a un cratere, riprenderà vita».
MOBILITAZIONE. «È intollerabile», concludono gli esponenti sindacali, «che nonostante i soldi in cassa, in 11 anni non si è stati in grado nemmeno di individuare il posto dove ricostruire la caserma dei vigili del fuoco di un capoluogo di regione. Mentre il cantiere di via Pescara, con l’avvio simbolico dei lavori con tanto di cerimoniale in pompa magna a settembre 2017, da circa un anno è di nuovo desolatamente fermo (per fortuna che la riconsegna era prevista entro due anni) e senza che nessuno sappia spiegarne i motivi».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

