Caserma pompieri, lavori al via 8 anni dopo

22 Settembre 2017

In piena bufera per l’inchiesta sulle casette del villaggio Scarcella cerimonia col prefetto per l’affidamento dei lavori

L’AQUILA. «Quando sono arrivato all’Aquila, lo scorso febbraio, quello relativo al villaggio Scarcella è stato uno dei primi incartamenti che ho trovato sul mio tavolo». Lo dice Domenico De Bartolomeo, comandante provinciale dei vigili del fuoco, a margine della cerimonia di consegna dei lavori per la ricostruzione dell’ala della caserma di via Pescara, demolita a causa delle lesioni causate dal sisma del 2009 e arrivata al taglio del nastro di inizio lavori dopo un lunghissimo iter. La notizia dell’inchiesta giudiziaria in seguito alla presentazione di una doppia denuncia (Procura della Repubblica e Corte dei conti) è stata pubblicata dal Centro domenica scorsa
IL CASO DEL VILLAGGIO. «Mi sono subito chiesto come mai», ha proseguito il comandante, «a otto anni dal sisma, nel villaggio abitassero ancora tante persone terremotate. Dalle procedure di controllo sono emersi alcuni casi borderline che stiamo valutando facendo i controlli del caso. Se invece parliamo di bollette di utenze non pagate, anche qui ci stiamo muovendo. Ma anche questo caso è facilmente gestibile perché si tratta comunque di personale che ha uno stipendio». «Le case del villaggio Scarcella», ha proseguito De Bartolomeo, «sono costruite su terreno del ministero dell’Interno, e sono destinate a due tipologie di utenti. Chi ha diritto a una casa in quanto terremotato in attesa di vedersi restituita la propria casa, e il personale che può usufruire dell’alloggio di servizio. Ci sono regole ben precise che dobbiamo rispettare e che la gente si aspetta che noi rispettiamo. In ogni caso, in queste case va pagato l’affitto e le utenze, come per ogni altra».
OTTO ANNI DI ATTESA. La cerimonia di consegna dei lavori dell’ala della caserma da ricostruire è stata anche l’occasione per fare il punto sul lungo iter che ha caratterizzato l’inizio dei lavori. «Probabilmente la mia esperienza come progettista», ha spiegato l’ingegner De Bartolomeo, «mi ha aiutato a risolvere un problema che appariva intricato. E grazie al lavoro con il responsabile unico del procedimento, l’ingegnere del Provveditorato alle opere pubbliche Gennaro Di Maio, siamo riusciti a superare ogni problema, l’ultimo la settimana scorsa, quando ci siamo accorti che mancava una firma fondamentale e non sostituibile».
ALTRI DUE ANNI. Ieri, finalmente, la breve cerimonia di consegna dei lavori alla presenza del prefetto Giuseppe Linardi e dei responsabili della ditta pugliese che si è aggiudicata i lavori. Meno di 5,5 milioni l’importo previsto, due anni di lavori per una struttura che «risponde perfettamente alle necessità», ha detto De Bartolomeo. In passato, si era anche ipotizzato lo spostamento in una nuova area. «In questo caso, però, ci sarebbero voluti anni», ha ammesso il comandante. «Magari non abbiamo una piazza d’armi enorme, ma quello che stiamo realizzando corrisponde alle nostre necessità. Ho controllato il progetto e posso dire che è quanto di meglio potessi aspettarmi. Sono convinto che la nuova ala sarà bella. Un luogo sicuro, funzionale e accogliente».
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