Casette per 80 persone Così riparte Capitignano

7 Febbraio 2018

Inaugurato il primo villaggio provvisorio nell’Aquilano dopo il terremoto 2017 Il sindaco Pelosi: «Subito gli interventi per i danni lievi, altrimenti è finita»

CAPITIGNANO. Sae. Sogni ancora esistenti. Fa freddo, quassù a Capitignano. Ma quando comincia l’appello degli assegnatari delle soluzioni abitative d’emergenza (12 a Capitignano e 6 a Pago), le prime realizzate nell’Aquilano dopo il sisma 2017, irrompe il sole. Quassù, dove, poco più di un anno fa, c’erano quasi due metri di neve e la terra ballava, oggi gli unici sussulti sono i saltelli di gioia degli alunni della primaria. Che mettono le manine sui loro piccoli cuori per cantare l’inno di Mameli. Diciotto case (da 60 e 80 mq) per un’ottantina di persone. Una goccia nel mare. Restano fuori le case B. Ma da qualche parte si dovrà pur cominciare. Il peso di questi 18 mazzi di chiavi è tale che la scatola di cartone che li contiene si rompe e cade a terra.
UN ANNO DOPO. Nove mesi, tipo parto, per sistemare le carte. E quattro per metterle in piedi. Ci ha lavorato la ditta Modulcasa-Nav System di Parma. «In 70 giorni, con 30 operai, abbiamo terminato. Ora siamo impegnati a Montorio», spiega Iller Reggiani contitolare dell’impresa. La Protezione civile nazionale e la Regione, tramite il Servizio emergenze di Protezione civile, ha gestito questa fase. Al passo coi tempi, il parroco don Ever Jairo Moya Curtas legge la formula di benedizione dal tablet prima del taglio del nastro. Ora si aspetta il centro di aggregazione, buono anche per la messa visto che le chiese sono inagibili.
BINARIO VIVO. Oggi, al posto dei binari della dismessa ferrovia L’Aquila-Capitignano, che da Campotosto (via teleferica) portava la torba, ci sono le casette, che nel frattempo hanno cambiato nome. Map nel 2009, Sae adesso. Il sindaco Maurizio Pelosi e il vice Franco Pucci tagliano per primi il traguardo. Gliene dà atto il presidente della Regione Luciano D’Alfonso, il quale, parlando col megafono “Bob” alla piccola comunità dell’Alto Aterno, annuncia: «Già assegnati 261 milioni per quattro piani stralcio per tutte le esigenze di ricostruzione dell’edilizia pubblica: 303 interventi puntuali. Adesso cominceranno a partire gli interventi di ripristino di abitazioni con danni lievi, in istruttoria 248 istanze di questo tipo. Siamo soddisfatti dell’impalcatura normativa, amministrativa, finanziaria e organizzativa e nell’arco di questo 2018 aumenteremo le competenze dei comuni per l’istruttoria. E ancora: l’ordinanza sull’armonizzazione delle norme del doppio cratere è pronta».
TEMPI RAPIDI. Il sindaco Pelosi parla di «primo passo per il ripopolamento di questo nostro territorio». Poi aggiunge, con commozione: «Riportiamo un po’ di famiglie, un alito di speranza: ne siamo consapevoli. Lavoriamo tutti uniti. Chi è nato quassù, quassù vuol rimanere. Penso alla sofferenza degli anziani a stare lontano. La ricostruzione leggera deve partire subito, la gente non deve abituarsi a stare fuori». Annuisce la senatrice Stefania Pezzopane. «Ricordo la battaglia fatta con voi per l’inserimento nel cratere sismico che ha comportato una serie di importanti vantaggi. È stato fatto uno sforzo importante per dare sicurezza e futuro alle famiglie che il 18 gennaio di un anno fa hanno dovuto abbandonare le loro case. Da qui inizia un percorso nuovo».
IL PIÙ GIOVANE. Attilio ha 18 mesi. Quella mattina, durante le scosse, mamma Valentina De Andreis lo ha stretto forte e gli ha promesso che tutto sarebbe passato in fretta. Lasciata la casa di Mopolino insieme agli altri due figli e al compagno, ha dovuto riorganizzare le loro vite. Due mesi a Paganica, poi a Sassa e, da lì, il tempo dell’atteso trasloco. «Per fortuna ho mantenuto il lavoro», dice con soddisfazione.
LA BAITA. Antonia De Andreis e Sergio Cherubini sono l’emblema della resistenza locale. Con la loro “Baita del prosciutto” non hanno mai chiuso, sfornando panini per la comunità e la protezione civile e dormendo anche in garage prima di emigrare a Paganica 2 in attesa della casetta. «Cerco la macchinetta: possiamo farci un caffè?», chiede Sergio mentre apre gli sportelli della cucina. «È stato un anno duro. Vogliamo normalità».
IL COMPLEANNO. Festa nella festa, oggi compie 10 anni Ludovica Pucci. Lei e gli altri bambini della primaria scrivono i loro pensieri in buste di cartone colorate che consegnano ai politici. In copertina Leonard Cohen: «C’è una crepa in ogni cosa. È da lì che entra la luce».
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