Casette post sisma salve se in aree bianche

Ecco la delibera di giunta che rende possibile la trasformazione di tali alloggi da provvisori a definitivi
L’AQUILA. È possibile trasformare da provvisoria in definitiva una casetta costruita nel 2009 in base alla “famosa” delibera 58 anche se servono precisi requisiti. Lo certifica una recente delibera approvata dalla giunta comunale.
Il requisito fondamentale per il via libera al caso esaminato è che l’immobile fu realizzato nel post sisma all’interno di una cosiddetta area bianca (zona che aveva perso il vincolo quinquennale posto dal Piano regolatore del 1979). È chiaro che saranno necessari anche altri passaggi prima del via libera definitivo ma viene confermato che quello “dell’area bianca” è una delle pochissime possibilità che si hanno per far diventare definitivo quello che originariamente non lo era, anzi aveva uno specifico carattere di provvisorietà legato all’emergenza abitativa. Nella delibera si ricorda che «il tipo di richiesta (passaggio da provvisorio a definitivo) è riconducibile al comma 27 della delibera sulle aree bianche del 2015 (delibera che tra l’altro il Consiglio di Stato ha praticamente bocciato seppur in relazione a un solo specifico caso) nel quale si dispone che la trasformazione dei manufatti, previsti per fronteggiare l’emergenza del sisma 2009, da temporanei in definitivi è ammessa per i proprietari che abbiano effettuato i lavori in applicazione e nei limiti stabiliti dalle deliberazioni del consiglio comunale numero 58 del 25 maggio 2009, numero 85 del 24 agosto 2009 e 145 del 20 dicembre 2010. A tal fine i proprietari possono utilizzare l’edificabilità riconosciuta nelle zone di cessione perequativa (aree bianche)».
«L’attuazione degli interventi», recita ancora la delibera, «è subordinata all’approvazione di un planivolumetrico di coordinamento da parte della giunta comunale previo parere della commissione consiliare gestione del territorio. Il progetto» si legge ancora nel provvedimento, «è riferito a una unità residenziale della superficie utile di 94,54 metri quadrati inferiore al massimo definito dalla delibera 58 del maggio 2009. La progettazione si compone di un unico elaborato contenente scheda dimensionale, planimetria area d’intervento oltre piante prospetti e sezioni dell’immobile oggetto di richiesta. Il fabbricato è già munito di allaccio alle reti gestite da Gran Sasso Acqua. Il progetto planivolumetrico non prevede interventi significativi sulla rete stradale comunale».
L’amministrazione comunale ha, quindi, approvato «il progetto planivolumetrico di coordinamento» e ha «demandato agli uffici del servizio edilizia l’accertamento di conformità propedeutico al rilascio del permesso di costruire». (g.p.)
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