Casini: «Basta teatrini e litigiosità occorrono progetti politici solidi»

21 Febbraio 2020

Sindaco in salvo dopo la bocciatura della mozione di sfiducia, non esclude una ricandidatura nel 2021 «Maggioranza ricostituita con responsabilità. L’opposizione? Sarà smentita dai fatti, sia costruttiva» 

SULMONA. Stanca dei teatrini, ma convinta di portare a termine il mandato assegnatole quattro anni fa dagli elettori. Annamaria Casini, sindaco di Sulmona, ha dribblato gli ostacoli lungo il percorso. Gli ultimi mercoledì in consiglio. E si dice pronta a completare i progetti, non escludendo una ricandidatura alle Comunali 2021.
Mozione respinta, si torna a navigare in acque tranquille o teme di incontrare altri scogli?
«Ritengo che ad oggi sia importante interpretare in maniera costruttiva e positiva, nell’interesse di Sulmona, ciò che è accaduto mercoledì sera in aula consiliare, considerando un atto di responsabilità del consiglio il respingimento della mozione, che l’opposizione aveva presentato in extremis e con argomentazioni che saranno smentite dai fatti. A dimostrazione, in sostanza, che la volontà dell’assise civica non sia stata quella di interrompere un importante progetto amministrativo aprendo le porte a un ennesimo commissario prefettizio, ma di uscire da una crisi nociva e deleteria per la città stessa. La maggioranza politica si è ricostituita ed è importante adesso unire le forze e impegnarsi al massimo, ognuno per il suo ruolo, per portare a termine i progetti fino alla scadenza naturale del mandato. Sono fiduciosa nel fatto che prevarrà il senso di responsabilità, scongiurando ulteriori crisi e ostacoli soprattutto per il bene della nostra città, dalla nobile storia, troppo spesso maltrattata, che invece merita rispetto, affinché possa tornare al centro di importanti scenari a livello regionale, puntando a un serio rilancio economico e sociale».
Ha mai pensato di non farcela o ha mai detto: chi me l’ha fatto fare?
«Ho sempre creduto fermamente nel dover rispettare l’impegno di portare a termine il percorso cominciato nel 2016, con la mia elezione a sindaco. Lo devo alla mia gente, alle tantissime persone che mi hanno dato fiducia col voto. Non ritengo infatti che voler arrivare a fine mandato significhi dare mera linfa a una sorta di primato o di record da raggiungere, ma concludere importanti progetti in cantiere, proseguendo il percorso nell’interesse della città. Sono state tante le difficoltà, ma sono soddisfatta di essere riuscita a mantenere salde determinazione e tenacia».
Ha prevalso il senso di responsabilità o hanno resistito le logiche di potere (qualcuno non voleva perdere la poltrona)?
«Mi piace pensare che abbia prevalso il senso di responsabilità, perno su cui far leva per affrontare questo anno e mezzo restante di governo cittadino. La città ha bisogno di stabilità di governo e non di litigiosità».
Ma perché tanta litigiosità politica? Resistere al governo di Sulmona equivale a una maratona sempre in salita.
«Il panorama politico odierno è poco strutturato ed è frammentato. Ad agitare le acque ritengo siano stati personalismi. Sono necessari progetti politici solidi. L’instabilità e la litigiosità sono comparse già dai primi anni quando alcuni consiglieri sono passati dalla maggioranza alla minoranza. Nati civici, si sono riorganizzati in partiti seguendo il vento in poppa delle tendenze politiche nazionali. Governare è difficile e auspico che ad oggi l’opposizione possa assumere un atteggiamento costruttivo».
Ai suoi oppositori cosa si sente di dire?
«L’opposizione spesso ha dimostrato di approfondire poco gli argomenti e di strumentalizzarli. Ribadisco l’importanza di un atteggiamento di opposizione che possa essere costruttivo, senza scadere in teatrini o in sterile populismo».
Ha parlato di progetti in cantiere. Quali?
«Il programma condiviso prevede di completare i diversi progetti in itinere e in corso di realizzazione, come l’edilizia scolastica: chiusura di due cantieri già aperti per le scuole Masciangioli e Capograssi e avvio di altri due per la Serafini e Lola Di Stefano. E, ancora, hub turistico riguardante l’area celestiniana, che comprende l’abbazia, l’Eremo e il Campo 78, e la valorizzazione culturale e turistica di 27 comuni con il Cartellone unico che parte proprio dall’Abbazia. La riqualificazione della stazione con hub della mobilità intermodale. La realizzazione delle tre rotatorie, il completamento di Spazio Ovidio, la sistemazione di via Turati, l’area camper e la riqualificazione della villa comunale, l’attivazione del Protocollo con Usrc per la ricostruzione, il progetto centro storico, il potenziamento del personale e i concorsi per i dirigenti, opere pubbliche, che vanno cantierate in tempi brevi, l’approvazione del Piano di Protezione civile. E, non ultimo, i grandi temi territoriali: sanità e valorizzazione dell’ospedale peligno, vertenza Snam, salvaguardia tribunale e progetto complessivo di sviluppo della Valle Peligna».
C’è qualcosa che da sindaco non rifarebbe?
«Fare il sindaco in Italia non è facile, porta ad affrontare problemi in una congiuntura socio economia complessa e ritengo che per quanto riguarda il mio bilancio di lavoro le somme vadano tirate a fine mandato».
Si ricandiderà alle Comunali 2021?
«Vorrei continuare a lavorare per la mia città e contribuire a creare uno scenario politico solido che valorizzi quanto fatto fin ora per il territorio e continui ad incrementarne il valore generato. Credo sempre nel gioco di squadra e ritengo che possa essere utile mettere a servizio della città l’esperienza acquisita indipendentemente dai ruoli».
La nuova giunta le dà garanzie?
«È composta da persone qualificate, professionali e serie che con entusiasmo sono già al lavoro. È necessario imprimere un’accelerata per concludere i progetti in itinere in questo anno e mezzo».
Come giustifica agli occhi della città i tanti cambiamenti nell’esecutivo?
«Instabilità politica è la parola chiave, quella che ha portato a modificare gli assetti di giunta in questi anni. La mancanza di equilibrio politico ha generato una staffetta di assessori, che continuo a ringraziare per il contributo fornito, dedicandosi alla cosa pubblica in maniera seria e competente. Ritengo infatti che il risultato che presenteremo a fine mandato sarà di tutti».
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