Casini e i suoi 5 anni da sindaco: «Una lotta contro i voltagabbana»

17 Settembre 2021

Raccolta in un volumetto di 66 pagine la sua esperienza di prima donna eletta alla guida della città: «Ho trovato una macchina comunale che viaggiava con il freno a mano, ora c’è un nuovo assetto»

SULMONA. Ha racchiuso i suoi cinque anni di mandato in un libricino azzurro che ha voluto lasciare in dono alla città. Sessantasei pagine e otto capitoli in cui riassume la sua esperienza a Palazzo San Francesco come primo sindaco donna della storia di Sulmona. «Onorando la fascia tricolore in ogni circostanza», ha esordito Annamaria Casini nel suo lungo intervento tenuto ieri nell’aula consiliare che l’ha vista protagonista di tante battaglie, a volte contro la sua stessa maggioranza. «Sempre a testa alta, mai indietreggiando di fronte alle numerose difficoltà politiche e amministrative incontrate sul cammino, ho assunto giorno dopo giorno le responsabilità di amministratore con atti e decisioni concrete, in un lavoro incessante e spesso silenzioso per una nuova Sulmona, più europea e aperta alle altre comunità. Più sostenibile e vivibile, più inclusiva e vicina ai bisogni della gente». Accanto a lei i suoi assessori con i quali ha condiviso l’ultimo tratto di cammino amministrativo. «Da solo il sindaco non può fare nulla», ha precisato Casini, «e lo si è visto nel primo scorcio di amministrazione quando ho dovuto pensare più a mantenere gli equilibri politici che a governare la città. Ma questo perché in maggioranza non si viaggiava nella stessa direzione, con personaggi – poi passati all’opposizione – che con il loro modo di far politica erano distanti anni luce dalla mia visione della città. Malgrado le difficoltà politiche siamo andati avanti, sostenendo fino alla fine il progetto per il quale siamo stati eletti alla guida della città», ha aggiunto il sindaco, ricordando le due fasi vissute durante il mandato, con tre giunte e diciotto assessori che si sono succeduti nell’esecutivo e un accordo politico che ha mutato parte della coalizione originaria, tra chi ha abbandonato e chi dall’opposizione ha aderito alla maggioranza.
LA MACCHINA AMMINISTRATIVA. Casini ha bacchettato i suoi predecessori per averle lasciato in eredità «una macchina amministrativa che viaggiava con il freno a mano. Non si facevano più gare, si abusava dell’istituto della proroga, oltre ad un eccessivo uso delle cooperative, per supplire all’assenza di personale nei vari servizi. Oggi il Comune ha un nuovo assetto organizzativo con l’assunzione di tanti nuovi impiegati e funzionari, nei vari settori si è attuato un progressivo svecchiamento. Al mio arrivo in Comune c’erano 131 dipendenti, ora ce ne sono 146».
POLITICHE SOCIALI. Le politiche sociali hanno visto l'investimento di molte risorse sia umane che finanziarie per garantire l’evoluzione di un sistema da un ambito solo cittadino ad uno che ora raggruppa 17 Comuni della Valle Peligna.
CITTÀ DELLA CULTURA. 350 eventi in cinque anni con in mezzo il Bimillenario Ovidiano culminato con l’arrivo in città del presidente Sergio Mattarella. La creazione dell’hub culturale del complesso della Badia con l’abbazia di Santo Spirito al Morrone, l’eremo di Sant’Onofrio e il Campo 78.
CENTRO STORICO. Istituzione dell'area pedonale in corso Ovidio, 420 mila euro investiti nella ristrutturazione e uno studio per delineare strategie e azioni innovative per la riqualificazione e la valorizzazione della città storica racchiusa in 16 schede già pronte per essere attuate. EDILIZIA SCOLASTICA. 19 interventi realizzati per un impiego di oltre 25 milioni di euro. «Sono convinta che Sulmona possa farcela», ha concluso Casini annunciando che resterà un soggetto politico senza però rivelare a quale dei quattro candidati sindaci, darà il suo voto. «Ce la farà con convinta e rinnovata unità, interpretando il suo ruolo di città europea, facendo sbocciare i fiori seminati in questi anni, per cogliere così, con grinta e ottimismo, le straordinarie sfide che ci attendono».
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