Casini in cerca di 9 alleati Avviate le consultazioni

Il sindaco ribadisce il no alle dimissioni «nell’esclusivo interesse della città» La minoranza punta al tonfo dell’amministrazione e a un commissariamento
SULMONA. Li ha convocati uno per volta, rompendo una consuetudine della politica, per tentare di far e breccia nel fronte che per il momento la vede soccombente. Il sindaco Annamaria Casini si gioca l’ultima carta seguendo il principio dei Pentastellati: uno vale uno, per mettere insieme nove consiglieri con i quali concludere l’ultimo tratto del suo mandato amministrativo. Per il momento non ne vuole sapere di rassegnare le dimissioni.
«Vedremo dopo questo giro di consultazioni», sottolinea Casini, «sono molto fiduciosa perché chiederò ad ogni consigliere di riflettere non come politici, ma come amministratori, con alto senso di responsabilità e amore per Sulmona, nell’esclusivo interesse della città».
Un compito arduo e difficile per il sindaco decisa più che mai a vendere cara la pelle. Ma a giudicare dall’esito della prima giornata la missione sembra davvero ardua se non impossibile. Un solo consigliere di minoranza ha risposto all’appello del sindaco, oltre al suo commercialista; tutti gli altri hanno cercato di prendere tempo rinviando a oggi e ai prossimi giorni gli incontri che però non dovrebbero portare sostanziali novità rispetto all’attuale quadro. Dalle dichiarazioni rilasciate in questi giorni il solo gruppo di Italia Viva sembrerebbe possibilista rispetto ad una soluzione della crisi che eviti il ricorso alle elezioni.
Ma andiamo per ordine, cercando di fare il punto della situazione partito per partito, gruppo per gruppo. Mauro Tirabassi, il quale ha più volte dichiarato di «non voler partecipare a inciuci», non pensando assolutamente di tornare a far parte della maggioranza che lui stesso aveva abbandonato quasi un anno e mezzo fa. Punta a un lungo commissariamento. Elisabetta Bianchi proprio ieri mattina ha sollecitato il centrodestra a incontrarsi per determinare tempi e modi del percorso da affrontare per arrivare allo scioglimento del consiglio. Punta ad elezioni già da maggio. Maurizio Balassone (Sbic), restando in posizione attendista chiede che siano i consiglieri di maggioranza a dimettersi per mandare a casa il sindaco, punta ad un lungo commissariamento. Fabio Pingue, Francesco Perrotta e il presidente del consiglio Katia Di Marzio sono i più possibilisti ad un dialogo con il sindaco ma solo per evitare le elezioni subito. Il loro obiettivo è un lungo commissariamento. Bruno Di Masci, Antonio Di Rienzo e Claudia Fauci, sono stati i primi a staccare la spina ritirando martedì scorso i loro due assessori di riferimento. Puntano ad elezioni immediate.
Andrea Ramunno, Angelo Amori, Deborah D’Amico, Franco Di Rocco, Antonella D’Antino Settevendemmie, non sono disposti a un rinnovato sostegno al sindaco che preveda il rientro in maggioranza dei tre di Italia Viva e degli altri consiglieri comunali che hanno già abbandonato la nave scegliendo di andare in opposizione. Il solo Luigi Santilli sarebbe orientato a sostenere una riedizione della vecchia maggioranza nata nel 2016. In nessun caso, quindi, il sindaco riuscirebbe a mettere insieme i nove consiglieri che le consentano di riprendere il cammino amministrativo per portare a termine il mandato. Unico sbocco per il sindaco sarebbero le dimissioni per consentire alla città di poter eleggere già dalla prossima primavera un nuovo consiglio comunale. Ipotesi che per il momento Annamaria Casini non vuole nemmeno prendere in considerazione, una piccola vendetta nei confronti di chi ha deciso di mandarla casa.
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