Casini-La Civita, lo scontro finisce in Procura

Il primo cittadino denuncia per diffamazione l’ex componente della giunta che aveva silurato
SULMONA. Finisce in procura la querelle politico amministrativa tra il sindaco Annamaria Casini e il suo ex assessore al bilancio e al personale, Cristian La Civita. La Casini, infatti, stanca delle pesanti accuse che le sono state rivolte dal suo ex componente dell’esecutivo, in seguito al suo siluramento da assessore, ha rotto ogni indugio e si è recata in tribunale consegnando nelle mani del procuratore Giuseppe Bellelli, alcuni articoli ritenuti particolarmente diffamatori. In particolare un’intervista apparsa su un quotidiano on line di Sulmona in cui il primo cittadino viene definito «inadeguato» e con l’ex assessore che ne invoca il “commissariamento”.
La contesa e le divergenze tra i due erano scoppiate già subito dopo l’insediamento della giunta comunale. E i primi scontri si erano accesi sulle ipotesi di riorganizzazione della macchina comunale sempre più in difficoltà. Lo stesso assessore aveva manifestato più volte l’idea di voler lasciare l’incarico senza però dare seguito alle sue intenzioni ma innescando con il sindaco uno scontro frontale sulla maggior parte delle azioni amministrative che lo riguardavano. Uno dei maggiori punti di frizione è stata la gestione della delicatissima questione dei furbetti del cartellino con la decisione da parte di La Civita, di non rinnovare il contratto all’avvocato Silvia Krantz, che era stata nominata responsabile dei procedimenti amministrativi nei confronti dei dipendenti finiti sotto inchiesta per assenteismo, e di nominare al suo posto un Ufficio procedimenti disciplinari (Upd) composto da tre dirigenti del Comune, uno dei quali era rimasto coinvolto fino a qualche giorno prima nella stessa inchiesta. Una decisione che aveva finito per rallentare l’inchiesta amministrativa tanto da temere che andasse tutto in prescrizione. Ma al di là del confronto sulla politica amministrativa, la Casini non avrebbe digerito alcune frasi pungenti e l’invito – sempre da parte del suo ex assessore – a confrontarsi con altri sindaci del comprensorio che a suo parere sarebbero stati più capaci di gestire la cosa pubblica e più operativi.
E ancora lo stesso La Civita, in quella intervista diceva di «vivere con un profondo senso di colpa per aver contribuito a portare la Casini alla guida della città». Concludendo seccamente con un «commissariatela». (c.l.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

