Casini: «Più mezzi contro l’epidemia»

26 Agosto 2020

Il sindaco e Nardella (Uil) chiedono ad Asl e Regione macchinari adatti per avere risposte rapide sui risultati dei tamponi

SULMONA. Troppo tempo per avere il risultato dei tamponi. A volte le risposte arrivano anche in due o tre giorni. Un periodo lungo che non permette interventi rapidi per impedire il propagarsi del virus. Una situazione che la segreteria confederale Cst Adriatica-Gran Sasso reputa ad alto rischio, visto che la Valle Peligna è considerato attualmente dai virologi il territorio abruzzese più delicato per quanto riguarda la diffusione del Covid-19. Tanto da richiedere all’Asl di dotare l’ospedale di Sulmona del macchinario per processare i tamponi sul posto. «Non è ammissibile, infatti, ricorrere alle “cure” degli ospedali di Avezzano e L’Aquila per consentire un’immediata diagnosi dei tamponi effettuati a gente della Valle Peligna», osserva Mauro Nardella, esponente della Uil. «Ho sentito alcuni addetti del pronto soccorso di Sulmona che si sono detti esterrefatti dal constatare che una realtà così importante nello scenario della medicina territoriale e soprattutto in un momento così drammatico non sia ancora dotato di un importante strumento di indagine come il macchinario per processare i tamponi». Nardella lancia un appello alle istituzioni a impegnarsi in tal senso. «Sono convinto che il fattore tempo possa giocare un ruolo determinante nel prevenire o spegnere eventuali nuovi focolai», conclude il sindacalista. Una sveglia alla Regione la porta anche il sindaco di Sulmona Annamaria Casini. «È necessario che la Regione e l’Asl, cui la legge affida l’esclusiva competenza dell’emergenza sanitaria, valutino urgenti iniziative e misure a supporto di questo territorio in relazione all’evoluzione del contagio. Nei diversi centri coinvolti della Valle Peligna si contano 40 casi accertati Covid-19, di cui oltre 22 a Sulmona e più di 200 persone sottoposte a sorveglianza attiva e/o isolamento domiciliare». «In considerazione dell’aggravarsi della situazione epidemiologica nella Valle Peligna, con il rischio di ulteriore diffusione del contagio a Sulmona» prosegue, «sono necessarie misure organizzative e restrittive. Per questo ho rinnovato con un’ulteriore nota (la prima di pari contenuto è stata inoltrata lo scorso 10 agosto) alla Direzione aziendale e al Servizio di prevenzione Asl la richiesta di potenziamento delle risorse umane nei servizi oggi più importanti per la gestione della epidemia da Coronavirus quali il Servizio prevenzione, l’Usca, il Distretto sanitario e il Pronto soccorso con il miglioramento dei percorsi d’ingresso dei pazienti, per favorire la piena funzionalità dell’intero ospedale, nonché la fornitura del macchinario per l’analisi rapida dei tamponi da mettere a disposizione per accelerare la mappatura dei contagi a vantaggio dell’area peligno-sangrina».
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