Caso Amorosi, a decidere sarà il Comune

L’AQUILA. La sentenza di condanna per peculato a dieci mesi del dirigente comunale Tiziano Amorosi, potrebbe avere una coda.Ci potrebbe essere, in astratto, una valutazione sugli effetti della legge...
L’AQUILA. La sentenza di condanna per peculato a dieci mesi del dirigente comunale Tiziano Amorosi, potrebbe avere una coda.
Ci potrebbe essere, in astratto, una valutazione sugli effetti della legge Severino, norma anticorruzione che contempla l’inconferibilità di incarichi (e la sospensione) in caso di condanne anche non definitive. E, molto probabilmente, sarà il Comune a decidere.
Il dirigente comunale, in particolare, era accusato di aver utilizzato l’auto di servizio dell’amministrazione provinciale (i fatti risalgono al 2015, quando Amorosi era in forza a quell’amministrazione) in due occasioni per scopi privati. Nel mirino viaggi da e per l’aeroporto di Pescara.
Va detto che il tribunale in composizione collegiale ha concesso i benefici di legge quindi non è certo operativa l’interdizione dai pubblici uffici. La volontà dei giudici di primo grado che hanno assolto l’imputato anche da altri reati sembra essere quella. Tuttavia ci sono alcuni avvocati i quali ritengono che l’ente locale potrebbe fare un quesito all’Autorità anticorruzione sull’applicabilità o meno della legge Severino che, a detta di molti, è complessa e lascia spazio a equivoci. Il Comune, del resto, si è già espresso a favore del dirigente, che si occupa anche della polizia municipale, con un chiaro messaggio di solidarietà da parte dello stesso sindaco Pierluigi Biondi. Quindi sotto questo aspetto non ci sono dubbi sulla intenzioni dell’ente anche perché mancano ben due gradi di giudizio. Ma non può escludersi, per evitare comportamenti omissivi, che possano esserci iniziative per valutare il caso. Nel processo ci sono state anche condanne più lievi per Paola Cinque e Roberta Bianchi che avevano posizioni più defilate. Nel corso delle udienze gli accusati sono stati difesi dai legali Federico Cinque, Amedeo Ciuffetelli, Attilio Cecchini Pierluigi Daniele pronti a ricorrere in appello in attesa delle motivazioni.
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