Caso del dirigente “perseguitato” approda in commissione Garanzia

28 Giugno 2019

L’AQUILA. Finisce all’attenzione della commissione Garanzia e Controllo la vicenda del funzionario Mario Di Gregorio, che ha denunciato “comportamenti persecutori” da parte dell’amministrazione...

L’AQUILA. Finisce all’attenzione della commissione Garanzia e Controllo la vicenda del funzionario Mario Di Gregorio, che ha denunciato “comportamenti persecutori” da parte dell’amministrazione comunale nei suoi confronti. La riunione, convocata dalla presidente Elisabetta Vicini per il 4 luglio, sarà l’occasione per un nuovo “faccia a faccia” tra il sindaco Pierluigi Biondi e le Rsu dell’ente, dopo l’acceso scontro di martedì scorso, svelato dal Centro. Sono stati i rappresentanti sindacali dei dipendenti comunali a coinvolgere la quinta commissione sul “caso Di Gregorio”, scatenando una dura reazione da parte del sindaco che, nel corso di una successiva riunione blindata, sarebbe andato su tutte le furie.
Alla commissione del 4 luglio sono stati invitati, oltre al sindaco e alle Rsu, la stessa Bergamotto, il segretario generale e il dirigente del personale. Di «atteggiamento grave, che va stigmatizzato» parla il circolo cittadino di Sinistra Italiana: «Dagli organi di stampa si apprende di una sfuriata del sindaco Biondi contro le Rsu del Comune, quindi contro i delegati votati dai dipendenti comunali, colpevoli di aver chiesto spiegazioni su alcuni atti e delibere avente per oggetto un dipendente. Ogni cosa può essere soggetta a comprensione, persino le falle nell’attuale maggioranza di governo, ma è inaccettabile l’utilizzo di toni aggressivi e minacciosi verso le rappresentanze sindacali. Qualcuno dovrebbe spiegare al sindaco “Orlando furioso” che tali rappresentanze sono organi totalmente indipendenti dal volere politico e che simile caratteristica rende l’azione sindacale autonoma. L’unica colpa dei sindacati sarebbe quella di chiedere chiarimenti su alcuni atti e delibere circoscritti all’operato di un dipendente. Probabilmente, se questo è stato l’effetto vuol dire che la richiesta di chiarimento normativo in atto da parte dei sindacati ha la sua giustificazione».
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