Caso Di Gregorio, appello dopo la stangata

Il Comune contro la condanna per mobbing. Un atto interno: «Ricorso prima di sapere le motivazioni»
L’AQUILA. Una controversia di lavoro che il Comune vuole vincere in fretta forse perché ha lasciato il segno la stangata in primo grado: solo così si spiega una richiesta inviata al sindaco Pierluigi Biondi, all’assessore al contenzioso Alessandro Piccinini e alla dirigente al personale, Paola Giuliani, nella quale l’avvocato Ilda Coluzzi ha chiesto, come da prassi, l’autorizzazione a proporre appello, ma, cosa singolare per quanto legittima, ben prima ancora che fossero rese note le motivazioni.
La causa in questione è quella contro l’ingegner Mario Di Gregorio. La controversia, il cui esito non è passato certo inosservato, aveva come oggetto una storia di mobbing ai danni del tecnico comunale che aveva chiesto un risarcimento considerevole: 168mila euro oltre a interessi e rivalutazioni monetarie.
Il giudice del lavoro gli ha dato ragione anche se, va evidenziato, ne ha dimensionato le pretese: l’ente, infatti, gli deve rifondere quasi 9mila euro per danno patrimoniale oltre a 50mila euro di danno biologico e agli interessi, ma senza rivalutazione. Nella richiesta, presentata il 15 marzo scorso, non più di un paio di giorni dopo la sentenza, si precisa che le motivazioni non erano ancora state depositate con l’impegno di trasmetterle una volta conosciute, ovvero dopo diverse settimane.
Nel mirino, soprattutto, il riconoscimento del danno biologico accertato sulla scorta di una consulenza tecnica d’ufficio che, secondo quanto sostenuto dal consulente di parte dell’ente, sarebbe del tutto illogica ed errata. Alla fine il ricorso è stato autorizzato tramite una recente delibera di giunta che ha dato il via libera all’appello. Resta comunque il fatto che nei corridoi dell’ente non è passata inosservata la lettera con la quale si preannunciava al sindaco l’opportunità di predisporre l’atto tre mesi prima di conoscere le motivazioni da parte della responsabile delle sezioni specializzate del Comune.
Una cosa è comunque acclarata: da un certo tempo sono cresciute a dismisura le cause di lavoro contro l’ente, livello mai registrato nella storia del Comune. (g.g.)
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