Caso Gielle e il milione di euro da restituire L’amministratore delegato cerca l’accordo
Riemerge in Comune il caso Gielle, vicenda giudiziaria sorta nel lontano 1985. È arrivata infatti agli uffici del Comune un’istanza con la quale l’amministratore delegato della Gielle sas (in...
Riemerge in Comune il caso Gielle, vicenda giudiziaria sorta nel lontano 1985. È arrivata infatti agli uffici del Comune un’istanza con la quale l’amministratore delegato della Gielle sas (in liquidazione), Guido Giffi, chiede un accordo per evitare il pagamento della somma dovuta. Il Comune di Avezzano infatti vanta un credito di oltre un milione di euro, più interessi, nei confronti della società. La Cassazione, con una sentenza definitiva, ha stabilito che la Gielle deve restituire un milione e 14mila euro. Una richiesta che arriva dopo la scadenza di diverse sedi di giudizio, al termine delle quali, il 30 gennaio scorso, l’ufficio legale del Comune di Avezzano ha avanzato richiesta di restituzione delle somme. La Corte di Cassazione, dopo una lettera di messa in mora del Comune inviata a giugno 2017, non ha ritenuto rispettato tale invito, ritenendo la società «morosa per le appropriazioni di somme oggi non più dovute a nessun titolo» dal Comune. Più volte l’opposizione in consiglio ha sollecitato il Comune a recuperare l’importante somma «in modo incisivo». L’ex falegnameria Gielle a Borgo via Nuova fu ceduta al Comune dall’allora Ente Fucino, con l’impegno di riconoscere alla stessa delle migliorie. Dopo una lunga serie di contenziosi, la Corte d’Appello dell’Aquila, nell’aprile 2013, aveva condannato il Comune a pagare circa 806mila euro di danni. Quindi la sentenza della Cassazione che ha previsto la restituzione della somma. (p.g.)

