Caso Guarino, le accuse di Valentini

21 Ottobre 2016

Il noto imprenditore parte civile contro l’ex comandante provinciale dei carabinieri ieri in aula insieme a Cordeschi

L’AQUILA. Colpo di scena nel processo per concussione a carico dell’ex comandante provinciale dei carabinieri, il colonnello Savino Guarino, giudizio nel quale è imputato anche l’ex city manager del Comune dell’Aquila, Massimiliano Cordeschi, solo per un presunto episodio di tentata concussione ma non nella veste di amministratore comunale.

Ieri, in occasione della prima udienza del processo, nella quale i due accusati erano regolarmente presenti, si è appreso per la prima volta della costituzione di parte civile dell’imprenditore Gabriele Valentini, il presunto concusso, rappresentato dall’avvocato del Foro di Chieti, Marco Femminella. Non sono state presentate richieste di danni, ma Valentini non aveva mai denunciato il colonnello visto che l’indagine fu avviata da intercettazioni riguardanti un altro procedimento, anche se nel corso delle indagini il noto imprenditore venne ascoltato dagli investigatori.

Il processo, che prevede almeno una dozzina di testimoni da parte dell’accusa, alcuni dei quali coincidono con quelli della difesa, è stato poi aggiornato dal presidente del collegio, Giuseppe Grieco, al 16 febbraio 2017 senza compiere altri atti. La ragione di questo è semplice: il giudice andrà in pensione a fine anno per cui dovrà essere sostituito. A quel punto è preferibile che gli atti più importanti, come l’audizione dei testimoni, vengano fatti dal collegio con il nuovo presidente. Il militare, nella sua veste istituzionale, avrebbe costretto Valentini a eseguire lavori di ristrutturazione consistiti in rifacimento dei bagni, cucina, impianti e tinteggiatura nella sua abitazione a Roma, lavori per un importo di 25mila euro. È accusato, in concorso con Cordeschi, di avere chiesto un aiuto economico per comprarsi una casa a Roma, del valore di 850mila euro, prospettando a Valentini una punizione nel caso fosse venuto meno alla richiesta di aiuto. Avrebbe pertanto sollecitato la dazione di somme anche attraverso la mediazione di Cordeschi, il quale avrebbe prefigurato a Valentini conseguenze negative in caso di pagamento mancato, sottolineando il ruolo importante di Guarino. Ma non se ne fece nulla. I due pm che hanno portato avanti l’indagine, Simonetta Ciccarelli e David Mancini, contestano all’ufficiale anche delle omissioni. Guarino, avendo avuto conoscenza per ragioni del suo ufficio di una denuncia presentata da Mauro Ghilarducci per presunte irregolarità di un centro benessere riconducibile a un suo conoscente, Berardino Del Tosto (ignaro di ciò ed estraneo ai fatti), avrebbe ordinato ai suoi sottoposti di non dare corso alle indagini.

Gli imputati, che respingono le accuse, sono assistiti dai legali Stefano Rossi e Antonio Milo.

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