Caso maxi bollette «Comune dell’Aquila peggio di Equitalia»

14 Agosto 2016

Progetto case, assegnatari furiosi per i conti di gas e luce Altra protesta: «Prostituzione in un garage a Coppito 3»

L’AQUILA. «Il Comune dell’Aquila è peggio di Equitalia». La protesta corre sul web. Da quando gli inquilini del progetto Case stanno ricevendo le bollette di gas e luce con i conguagli del periodo dal primo aprile 2013 al 31 dicembre 2014, calcolati in base ai metri quadrati delle abitazioni e non ai reali consumi, i social network sono inondati di messaggi al vetriolo contro l’amministrazione comunale. La mobilitazione, con la raccolta delle procure per avviare i ricorsi legali, ha preso piede sulle pagine di Facebook, utilizzate anche per la chiamata a raccolta dei cittadini, prevista il 23 agosto, alle 21, nella Tenda Amica di Bazzano. Leggendo le decine e decine di commenti, si tasta il polso dell’esasperazione che serpeggia tra gli assegnatari degli alloggi provvisori, che si sono visti recapitare bollette fino a 2000 euro. «Questo Comune non ha cuore, né anima per i suoi concittadini: è peggio di Equitalia», scrive un’aquilana nella pagina del gruppo “Progetti Case e Map”, nato a suo tempo per raccogliere le problematiche delle 19 new town. «Sindaco», posta un’altra cittadina, «ma cos'è questo schifo delle bollette? Dove andremo a finire? La gente che come me ha uno schifo di stipendio, come fa ad andare avanti? Anche rateizzate io non ce la faccio. Continuerò a pagare tutto, ma queste bollette no! Poi buttatemi fuori, vedremo cosa succederà. Lei dovrebbe essere il primo a capire certi disagi. Non guadagniamo ciò che guadagna lei». C’è anche chi, come il giornalista Enrico De Pietra, che pur essendo rientrato da un anno nella sua abitazione, continua a ricevere balzelli: «Continuano ad arrivarci conti da pagare, tra conguagli, integrazioni, spese condominiali, assurde, somme risalenti a più di 3 anni fa per consumi che consumi non sono dal momento che vengono calcolati sulla base dei metri quadri. L’ultima sorpresa è un conto salatissimo, arrivato nei giorni scorsi al sottoscritto, come a centinaia di altri ex sfollati aquilani. Oggi, nella nostra vera casa, che è grande il doppio della C.A.S.A. e non è un acronimo, tra consumi e condominio probabilmente stiamo spendendo meno. Al di là dell’entità spropositata della cifra appena richiesta, sulla quale farò i miei conti, mi chiedo solo fino a quando continuerà questo stillicidio di pretese economiche, e soprattutto quando finirà questo strascico insopportabile della vita da terremotati, che io e la mia famiglia, come tutti del resto, vorremmo metterci alle spalle una volta per tutte». Nessuno pare intenzionato a pagare: «1300 euro», sottolinea un’altra inquilina, «dopo aver pagato tutto da quando sono qui. Se pensano che noi dobbiamo mantenere gli immigrati, si sono proprio sbagliati. Adesso basta, a costo di farmi staccare il riscaldamento, e lo dovremmo fare tutti, non verso più un euro, finché non ci fanno il conteggio del consumo pro capite. E non ci sono lamentele solo per le maxibollette: «Da qualche giorno, anzi da qualche notte», denuncia un lettore al Centro, «il garage della piastra 17 di Coppito 3, in via Deledda 5, si è trasformato in una vera e propria case di appuntamento, con decine di preservativi abbandonati dopo le prestazioni sessuali. La gravità è aumentata dal fatto che questo “spettacolo” è visto anche dai bambini».(r.s.)