Caso-Palermo e sicurezza Dubbi sulla pista ciclabile

AVEZZANO. L’ex parlamentare e già consigliere di maggioranza, Massimo Verrecchia, esponente di centrodestra tra i più votati alle scorse elezioni comunali, ha inviato un documento al prefetto dell’Aqu...
AVEZZANO. L’ex parlamentare e già consigliere di maggioranza, Massimo Verrecchia, esponente di centrodestra tra i più votati alle scorse elezioni comunali, ha inviato un documento al prefetto dell’Aquila, Giuseppe Linardi, chiedendo di «valutare se il cordolo della pista ciclabile nel centro cittadino, che costeggia piazza Risorgimento, costituisce o meno un pericolo per l’incolumità pubblica, visto che si sono già verificati incidenti in poco tempo nei quali è stato necessario l’intervento dei mezzi di soccorso».
L’ultimo qualche giorno fa, con il ferimento di una donna. «Incidenti naturalmente ai pedoni», sostiene Verrecchia, che dopo l’uscita dalla maggioranza consiliare è diventato tra i più accesi contestatori dell’amministrazione guidata dal sindaco Gabriele De Angelis.
«Visto che di biciclette ne passano pochissime, ora figuriamoci da ottobre», prosegue l’ex parlamentare, «lo scorso anno il prefetto di Palermo ha ordinato la immediata rimozione di questi cordoli, identici a quelli di Avezzano, perché, in quel caso, a ridosso dello stadio di calcio. Infatti, il Gruppo operativo di sicurezza della prefettura palermitana li ha ritenuti un pericolo per la sicurezza pubblica nelle fasi di afflusso e deflusso nel corso delle manifestazioni, oltre anche al fatto che potevano essere in parte staccati alcuni pezzi. Considerato che anche in piazza Risorgimento si tengono manifestazioni pubbliche, così come avvenuto quest’anno, vedasi l'ultimo concerto, ho ritenuto opportuno chiedere al prefetto se anche i cordoli ad Avezzano, che costeggiano piazza Risorgimento, costituiscano o no un pericolo per la sicurezza pubblica. Visti gli episodi di cronaca, come nel caso di Torino, non vorremo che quando si realizzassero eventi pubblici in piazza Risorgimento quei cordoli costituissero un pericolo».
Verrecchia, infine, esprime dubbi anche «sulla larghezza delle carreggiate ciclabili».
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