Caso Testa, atto blindato per sostituire il manager

Slitta in giunta l’esame del provvedimento per rimuovere in anticipo il dirigente Necessaria la definizione di «dettagli procedurali» contro un eventuale ricorso
L’AQUILA. Slitta l’esame in giunta regionale del “caso Testa”. La delibera destinata a chiudere il conto con il manager dell’Asl, di fatto sfiduciato ormai da settimane, ieri non è approdata dal vaglio dell’esecutivo. Il provvedimento, stando alle indicazioni della vigilia, doveva essere esaminato come “fuori sacco” rispetto agli atti inseriti all’ordine del giorno, ma non se n’è parlato. L’unico riferimento esplicito alla questione, che ha portato alla rottura definitiva tra Testa da una parte e il presidente Marco Marsilio e l’assessore alla Sanità Nicoletta Verì dall’altra, nel corso della seduta conclusa intorno alle 19.30 è stato alla necessità di «definire i dettagli della procedura».
IL RINVIO. Sul fatto che Testa debba concludere il suo mandato a breve, con largo anticipo rispetto alla scadenza di settembre 2013, restano tutti d’accordo. Si tratta, a quanto pare, di blindare l’atto che sancirà la defenestrazione del direttore generale ormai prossimo al traguardo di metà mandato. I dettagli procedurali in via di definizione, in sostanza, servirebbero a non lasciare spiragli a un possibile ricorso, da parte di Testa, che lo rimetterebbero in sella a dispetto della volontà espressa dalla giunta. È il rischio che il governo regionale vuole evitare, sebbene dal suo punto di vista ci sono già tutti i presupposti per dare il benservito al manager.
LE CONTESTAZIONI. L’elenco delle inadempienze mosse nei confronti di Testa è lungo. Nel procedimento, aperto formalmente a maggio, viene contestata al direttore generale soprattutto la gestione dell’azienda sanitaria durante l’emergenza pandemica. In particolare gli sono imputati «evidenti errori di programmazione nella campagna vaccinale», oltre a una «insufficiente capacità organizzativa per i test molecolari per la rilevazione del Covid», una «insufficiente capacità di contact tracing» dovuta anche al mancato «reclutamento delle risorse umane» che avrebbero reso impossibile attivare «posti letti programmati», e una «mancata vigilanza sul corretto monitoraggio della situazione epidemiologica». A Testa è attribuito anche un «atteggiamento ostruzionistico e pretestuoso nell’applicazione degli adempimenti da rendersi in attuazione dei provvedimenti programmatori regionali adottati», nonché «un’inerzia operativa nell’attuazione della rete Covid». Contestazioni legate al dossier stilato dal dipartimento Salute guidato da Claudio D’Amario e sul quale la giunta baserà la propria decisione.
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