Cassintegrazione, timori sul futuro Marelli

27 Dicembre 2021

La Fiom: «Auspichiamo che il tavolo regionale sull’automotive possa affrontare questa vicenda»

SULMONA. La nuova cassa integrazione alla Magneti Marelli di Sulmona preoccupa i sindacati. La crisi dell’automotive e le commesse a singhiozzo da parte della Sevel di Atessa hanno spinto l’azienda peligna che produce componentistica per il settore delle auto a ricorrere agli ammortizzatori sociali. Una situazione che per il mondo del sindacato non fa presagire nulla di buono. Già durante l’emergenza Covid, infatti, la fabbrica di Sulmona, dove lavorano oltre 650 persone, ha fatto ricorso alla cassa per gestire le problematiche legate agli ordini e all’assenza di materiale. La situazione nel corso del tempo non è cambiata e da gennaio ci saranno di nuovo gli ammortizzatori. Proprio per questo i rappresentanti sindacali hanno espresso perplessità sull’assenza di garanzie per il futuro.
«Purtroppo la cassa integrazione alla Magneti Marelli di Sulmona non è più una novità», ha dichiarato Elvira De Sanctis, segretaria provinciale Fiom-Cgil, «prima c’è stato l’utilizzo della cassa integrazione Covid, poi per effetto della crisi dell’automotive e delle commesse a singhiozzo della Sevel l’azienda è stata costretta a ricorrere nuovamente agli ammortizzatori sociali. Chiaramente siamo preoccupati perché è una situazione per la quale sembra non esserci soluzione».
La cassa integrazione ordinaria scatterà il 10 gennaio 2022 e andrà avanti fino al 5 marzo. Secondo quanto stabilito dall’azienda riguarderà massimo 545 dipendenti di cui 487 operai e 58 impiegati e quadro. I vertici aziendali, che hanno già annunciato di poter richiamare al lavoro durante il periodo di cassa il personale necessario alle esigenze tecniche, organizzative e di sicurezza degli impianti, spera che arrivi subito dall’Inps l’ok per l’attivazione della cassa integrazione.
«È stata diffusa la notizia che ci saranno delle commesse dalla Sevel», ha concluso la segretaria provinciale De Sanctis, «ma noi, al momento, non abbiamo informazioni che ci permettono di vedere il futuro in un modo o nell’altro. Non abbiamo certezze in sintesi e speriamo che ci arrivino quanto prima. Auspichiamo invece che il tavolo regionale sull’automotive possa affrontare questa e altre questioni nell’interesse dei lavoratori». (e.b.)
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