Castel Camponeschi, ecco l’intesa per la valorizzazione del borgo

Consiglio regionale e Comune di Prata d’Ansidonia sottoscrivono l’accordo per eseguire i lavori Previsto un finanziamento da tre milioni che arriveranno dal Piano nazionale di ripresa e resilienza
L’AQUILA. Il vicepresidente del consiglio regionale Roberto Santangelo ha firmato ieri mattina l’accordo con il Comune di Prata d’Ansidonia per la valorizzazione dello storico Castel Camponeschi. Il progetto rientra tra le previsioni dalla legge regionale 18 del 2001 che assegna al consiglio regionale il compito di “promuovere iniziative volte a valorizzare e incentivare il paesaggio, l'ambiente e il patrimonio storico, architettonico, culturale, rurale e montano abruzzese”. L’accordo, firmato contestualmente da Santangelo e dal sindaco Paolo Eusani, prevede un finanziamento di 3 milioni che arriveranno dal fondo complementare al Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) per la ricostruzione nei territori interessati dagli eventi sismici. L’intervento prevede che il consiglio regionale si sostituisca al Comune in tutta la fase procedimentale, dal progetto all’esecuzione dei lavori. «Il consiglio», ha sottolineato il vicepresidente Santangelo, «si dimostra ancora una volta capace di ascoltare le istanze dei territori e assume responsabilmente il ruolo di sostegno ai piccoli comuni abruzzesi. I fondi del Pnrr non vanno dispersi e anche i nostri borghi e comuni montani devono godere di questa possibilità eccezionale per risanare il patrimonio storico e culturale che custodiscono. Il consiglio regionale fa da ponte e mette a disposizione le professionalità dell’ente per una garanzia di qualità della progettazione e dei tempi di esecuzione».
LA STORIA
Castel Camponeschi secondo gli storici fu costruito intorno al XIII secolo (rimaneggiato poi nel XV secolo), e rappresentava l'originale borgo di Prata d’Ansidonia. Dopo vari passaggi di mano in epoca spagnola, il castello fu feudo della famiglia Nardis dal 1634 al 1806. È stato abitato fino al 1963, quando l’ultima famiglia si trasferì a Prata. Dal 2003 fino al 2008 seguì un’importante operazione di restauro interrotta causa sisma. Il Castello è costituito da una cinta muraria rettangolare con resti di torri, unite ad abitazioni e palazzi. Le due porte medievali di accesso sono ben conservate. La porta Ovest è affiancata da un torrione troncato a metà, e da una chiesa in disuso dedicata a San Pietro.

