Castel del Monte, la chiesa di San Rocco riapre dopo 12 anni

Sabato 23 il luogo di culto tornerà alla comunità locale Cerimonia a numero chiuso, attesa per gli altri luoghi sacri
CASTEL DEL MONTE. Sabato 23 gennaio, a quasi 12 anni dal sisma, verrà riaperta la chiesa di San Rocco a Castel del Monte. Lo rende noto la Confraternita di Santa Maria del Suffragio fondata a Castel del Monte nel 1685. Alla riapertura sarà presente il vescovo di Sulmona-Valva monsignor Michele Fusco. A causa dell’emergenza Covid saranno ammesse alle cerimonia non più di 16 persone. «È stato fatto un ottimo lavoro e il nostro plauso non può non andare al progettista e alla ditta che ha realizzato il restauro», scrive la Confraternita nella sua pagina Facebook. «La chiesa, date le dimensioni ridotte e quindi la facilità per riscaldarla e la sua felice ubicazione al centro del paese avrà in futuro un ruolo molto importante, nei mesi invernali, per la vita parrocchiale di Castel del Monte».
LA STORIA. La chiesa di San Rocco che sarà riaperta sabato 23 gennaio ha una storia secolare. Mario Basile, ex sindaco e storico di Castel del Monte, sottolinea che «la cappella, oggi chiesa, venne realizzata in occasione della peste nel Regno di Napoli del 1656-1657 vicino a una delle porte di accesso perché San Rocco proteggesse il paese. Venne ricavata all’interno di uno dei bastioni difensivi del borgo antico».
ALTRE CHIESE. «Aspettiamo con ansia il termine dei lavori della torre con la conseguente riapertura della chiesa Matrice», continua la Confraternita su Facebook, «e speriamo anche di conoscere presto il futuro della chiesa di Santa Caterina, di cui non parla quasi mai nessuno. Da quello che si sa, nella chiesa di Santa Caterina, subito dopo il terremoto, non si riscontravano danni evidenti, ma era stata comunque classificata come B, ovvero inagibile ma senza danni importanti. Tenuta fuori dai lavori del consorzio degli edifici circostanti conclusi già da tempo, all’esterno non ha avuto danni anche perché era stata oggetto di un vasto e ben fatto restauro nel 1989. Da anni al suo interno sono custoditi i banchi e altri arredi sgomberati dalle chiese castellane interessate ai lavori di ristrutturazione. Se è vero che anche prima del sisma questa chiesa veniva usata poco, resta comunque un punto di riferimento per la storia religiosa e non solo del nostro paese. Sede della confraternita della Madonna Annunziata di Picciano dal 1791 (quiescente dal 1965, ma mai estinta) Santa Caterina è un piccolo gioiello di arte e di cultura incastonato nel nostro centro storico, notevoli l’organo e il coro che custodisce all’interno. Speriamo che quanto prima anche questa chiesa possa tornare fruibile a tutti non solo per ragioni di culto ma anche per attività culturali consone al luogo. Spesso, infatti, prima del 2009 è stata la location ideale per concerti di musica classica».
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