Castel di Sangro, abortisce in albergo e abbandona il feto sul balcone

2 Gennaio 2017

Triste fine anno per una profuga nigeriana di 20 anni, probabilmente vittima di stupro, ospite da settembre in un albergo. La ragazza è stata soccorsa dal 118 e ricoverata all'ospedale di Sulmona. Indagano i carabinieri

CASTEL DI SANGRO. Abortisce in una camera di albergo e abbandona il feto di 18 settimane sul balcone. I carabinieri della compagnia di Castel di Sangro (L'Aquila) stanno indagando su una ragazza nigeriana di 20 anni, arrivata in Italia a settembre scorso con altri profughi a bordo di un barcone, che potrebbe essere stata indotta da terze persone ad abortire. Il fatto è accaduto sabato scorso, a San Silvestro, quando verso le ore 21 dall'albergo trasformato in centro di accoglienza in cui sono ospitati i profughi è partita una chiamata di soccorso al 118. Un'ambulanza raggiunge subito l'albergo e trova la ragazza sofferente a letto: ha appena abortito, e sul balcone adiacente la camera i sanitari trovano un sacchetto con il feto che ha ancora il cordone ombelicale attaccato. La donna viene trasferita immediatamente all'ospedale di Sulmona, dove è ancora ricoverata. Sono stati gli stessi operatori del 118 a informare i carabinieri della compagnia sangrina di quanto accaduto. I militari intendono adesso capire se la ragazza ha avuto un aborto spontaneo o se è stata aiutata da qualcuno a farlo con l'intenzione di nascondere il feto. Le profughe nigeriane sono spesso vittime di stupri e violenze e, soprattutto le più giovani, vengono costrette a ogni tipo di angherie prima di poter intraprendere un viaggio della speranza.