Castel di Sangro, riaperta la sede del giudice di pace

CASTEL DI SANGRO. Grande partecipazione a Castel di Sangro per l'inaugurazione della nuova sede del giudice di pace. Il taglio del nastro della struttura, che si trova negli spazi dove un tempo era...
CASTEL DI SANGRO. Grande partecipazione a Castel di Sangro per l'inaugurazione della nuova sede del giudice di pace. Il taglio del nastro della struttura, che si trova negli spazi dove un tempo era ospitata l’ex pretura, è avvenuto ieri mattina con una cerimonia alla quale hanno preso parte oltre al primo cittadino, Angelo Caruso, la consigliera della Corte d'Appello dell’Aquila, Elvira Buzzelli, il presidente del Tribunale di Sulmona Pierfilippo Mazzagreco, il presidente dell’ordine degli avvocati di Sulmona Luca Tirabassi, il comandante provinciale della Guardia di finanza, Gabriele Nastasi, il comandante della compagnia dei carabinieri di Castel di Sangro Fabio Castagna, il commissario di polizia, Antonio Scialdone e il comandante della polizia locale Sebastiano Picone.
«Esprimo tutta la mia soddisfazione», ha commentato il sindaco Caruso al termine dell’inaugurazione, «per il raggiungimento di questo obiettivo che assicurerà un presidio di giustizia al territorio dell’Alto Sangro». La nuova sede di corso Vittorio Emanuele 10 è dotata di un’aula per le udienze, intitolata dal consiglio comunale di Castel di Sangro ai giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, oltre a due cancellerie, una civile e una penale, a una sala riservata esclusivamente agli avvocati, a due uffici per i giudici e a un archivio. Durante gli interventi gli ospiti hanno sottolineato il grande risultato ottenuto dall’amministrazione comunale e l’importanza del presidio di giustizia per un territorio montano. L’originario presidio del giudice di pace, infatti, era stato soppresso in attuazione alla legge del 2011. Ma il Comune di Castel di Sangro si è impegnato per fare in modo che nella comunità non venisse a mancare questo importante presidio e ne ha chiesto il ripristino con un’apposita delibera secondo le normative vigenti. Da qui è partito il lungo iter che ha portato poi il ministero della Giustizia, con un proprio decreto del 27 maggio 2016, a disporne il ripristino a carico dell’ente comunale il quale ha dovuto assumersi tutti gli oneri di gestione. (e.b.)
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