Castel di Sangro, ricatti a luci rosse: due giovani nei guai

5 Aprile 2015

Una donna conosciuta in una chat chiede soldi per non diffondere i loro video imbarazzanti. Allarme dell'associazione "Sulla buona strada"

CASTEL DI SANGRO. Ricatti a sfondo sessuale, con vittime costrette a pagare fino a duemila euro pur di impedire la diffusione di video a dir poco compromettenti e imbarazzanti. Due gli episodi denunciati nell’Alto Sangro, per un fenomeno che si sta diffondendo in ogni angolo d’Italia, e sui quali sta indagando la polizia postale. Altri episodi si sarebbero verificati anche in Valle Peligna. Nel caso dell’Alto Sangro, i due giovani si sono ritrovati attori di video hot quasi sicuramente realizzati con l’ausilio di tecniche artificiose. A lanciare l’allarme su questo tipo di attività criminale, che cresce con l’evolversi della tecnologia e non conosce confini, è l’associazione “Sulla buona strada” che si occupa di legalità e sicurezza. Associazione che già in passato aveva puntato la sua attenzione sui rischi delle amicizie on-line. «Quella delle estorsioni on-line» commenta Pierluigi Monaco, vicepresidente del dinamico sodalizio abruzzese «è considerata l’ultima frontiera del crimine, tanto che importanti testate giornalistiche, negli ultimi tempi hanno dedicato pagine intere a questo fenomeno criminale che cresce con l’evolversi della tecnologia. Il trucco è quasi sempre lo stesso: una bella ragazza disponibile e persuasiva, solitamente con un profilo di fantasia, contatta la vittima sul web, chiedendole se ha Skype o altri dispositivi attraverso i quali è possibile effettuare una video chiamata. La ragazza si insinua attraverso la webcam tra i desideri della vittima, che solitamente è in cerca di un’anima gemella o di trasgressione, o è semplicemente curiosa e in cerca di nuove amicizie. Il ricatto vero e proprio scatta al momento in cui la malintenzionata chiede alla vittima di spogliarsi, facendolo a sua volta, e il flusso del video viene facilmente registrato e a volte successivamente manipolato. La performance erotica si trasforma in un video, che potenzialmente può essere caricato su Youtube e divulgato mediante link a conoscenti della vittima. Un sistema molto diffuso. Il titolo del video spesso è forte, quindi in grado attirare l’attenzione della gente ma soprattutto ledere l’immagine della vittima. Non sono rari episodi in cui la vittima ha subìto minacce e insulti, sia sul web che per strada» aggiunge il vicepresidente Monaco «la vittima viene solitamente avvisata prima che ciò accada e alla stessa viene richiesto del denaro». Dietro questo tipo di porno-estorsioni spesso si nascondono vere e proprie organizzazioni criminali, prevalentemente straniere. Ma come ci si può difendere? «Innanzitutto non pagando la somma richiesta» riprende il rappresentante dell’associazione “Sulla buona strada” «poi andrebbero presi più dati possibili del ricattatore, bloccandolo e cancellandolo da Facebook, Skype. Il video su Youtube può essere segnalato per contenuti di nudità, considerando che Youtube ha dei filtri di protezione molto efficenti. Se si è vittima di simili ricatti va formalizzata una regolare denuncia agli organi di polizia. I ricattatori on line sono numerosissimi e sanno riconoscere facilmente gli ingenui della rete, uomini o donne che siano».

©RIPRODUZIONE RISERVATA