Castello di Balsorano in vendita Un affare che sfiora i 6 milioni

10 Novembre 2018

La decisione del noto imprenditore avezzanese Rubeo, l’antica struttura adibita ad albergo-ristorante Risale al Medioevo ed è tra i meglio conservati in Abruzzo. Numerosi film girati tra le sue sale

BALSORANO. Cercasi principe o principessa (internauti) o anche imprenditori lungimiranti interessati all’acquisto di un castello in quella che un tempo era la contea di Celano. Su uno sperone roccioso che domina la Valle Roveto, a Balsorano, sulla sinistra del fiume Liri, è in vendita il monumentale castello Piccolomini, di origine medievale. Per acquistarlo è sufficiente un clic: basta rispondere a un annuncio sul sito pubblicitario Immobiliare.it. Il costo? Poco meno di 6milioni, pagabili anche in “comode” rate di circa 16.000 euro al mese. A venderlo è il noto imprenditore di Avezzano, Antonio Rubeo, che si è rivolto all’agenzia immobiliare Re/max Urbest di Roma, un moderno studio associato che si occupa della locazione e della vendita di immobili di diversa tipologia e che, tra i propri canali di vendita, utilizza proprio il portale pubblicitario più visitato in Italia per gli annunci immobiliari. «Da tempo siamo onorati di essere punto di riferimento della famiglia Rubeo nella vendita di immobili», spiega Valeria Fizzarotti, di Re/max, che ha un mandato non esclusivo per il castello, «ci auguriamo che la vendita vada a buon fine». Ci sono, infatti, le prime manifestazioni d’interesse. Potrebbe cominciare proprio così una nuova vita per una delle strutture più maestose e importanti d’Abruzzo, che in passato, oltre ad aver ospitato ristoranti, una discoteca, sale ricevimenti, è stata anche location di molti film italiani, specialmente tra gli anni Sessanta e Settanta. Attualmente la struttura è stata trasformata in albergo, ma le camere vengono aperte solo in occasione di eventi particolari.
L’ANNUNCIO. L’annuncio di vendita della Re/max è molto dettagliato, oltre ad essere corredato da 14 fotografie e 3 planimetrie: “Il castello medievale Piccolomini, costruito e ampliato tra il XIII e il XV secolo, immerso in un parco di oltre 10.000 metri quadrati, è uno dei più grandi e meglio conservati d’Abruzzo. La struttura edilizia è a pianta pentagonale e con corte interna, si sviluppa su quattro livelli per 4.000 metri quadrati, e occupa la sommità di un costone roccioso dominante la Valle del fiume Liri, nel tratto tra le città di Avezzano e Sora. Dista 120 chilometri da Roma e altrettanti da Napoli, ed è collegato alle autostrade Roma, Napoli e Pescara attraverso la superstrada del Liri”.
ALBERGO-RISTORANTE. La struttura è predisposta anche per l’utilizzo come albergo-ristorante e offre due saloni di rappresentanza e numerose sale riunioni, due ristoranti per un totale di 400 coperti, tre bar con spazi interni ed esterni panoramici, sala d’armi, biblioteca con quadri e arazzi, cappella per cerimonie, 35 camere da letto di varie grandezze, tutte con proprio bagno, terrazzi, torri con camminamenti, due piscine con ampio solarium e vista panoramica, parcheggi interni ed esterni, parco alberato e attrezzato con ampi spazi di intrattenimento.
IL PREZZO. La proprietà del castello viene ceduta per 5milioni e 900mila euro. Cifra da capogiro che, con un mutuo pluriennale, secondo i calcoli del sito, potrebbe tradursi in 15.956 euro al mese. Le trattative in corso, tuttavia, sono riservate. In molti vorrebbero che a rilevare il castello fosse lo stesso Comune di Balsorano, ma la cifra è piuttosto alta per le casse di un piccolo municipio.
STORIA. Il castello, così come si ammira oggi, fu eretto, sulle fondamenta di un’altra antica struttura, da Antonio Piccolomini, nipote di papa Pio II e genero di Ferrante II, intorno all’anno 1460. Come baronia, Balsorano passò sotto il dominio del contado di Celano fino ad Antonio Piccolomini, il quale intorno al 1465 volle ricostruire il castello di Balsorano, assumendone anche la baronia. In seguito conobbe vari passaggi di signoria feudale tra cui quella di Carlo Lefebvre, nel 1929 fu acquistato dalla famiglia Fiastri Zannelli. Negli anni 30 sono stati eseguiti dei restauri a seguito del terremoto della Marsica del 1915, ma conserva tuttora elementi originari dell’epoca. Dal 1960 è stato trasformato in albergo ristorante.
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