Castelnuovo, al via i primi 2 cantieri a sei anni dal sisma

26 Aprile 2015

I lavori riguardano una delle zone più devastate Il 28 aprile riunione per fare il punto sulla ricostruzione

SAN PIO DELLE CAMERE. Il piano di ricostruzione da 94,4 milioni di euro è stato approvato a marzo del 2014. Dopo 12 mesi, e a sei anni dal sisma, sono partiti i primi due cantieri all’interno della zona rossa di Castelnuovo di San Pio delle Camere, uno dei centri più devastati dal terremoto del 2009.

Intanto, lo scorso 15 aprile, è stata siglata anche la convenzione tra l’ufficio speciale per la ricostruzione del cratere sismico e l’Asm per la rimozione e lo smaltimento delle macerie pubbliche, che dovrebbe velocizzare i lavori. Ora si attende la definizione dello studio geologico necessario per la messa in sicurezza delle cavità sotterranee del borgo, in modo da sbloccare anche gli altri interventi.

Un appello alle istituzioni e agli enti coinvolti arriva da Umberto Alessandrini, presidente dell’associazione no profit «Ricostruiamo Castelnuovo», che illustrerà lo stato dell’arte della ricostruzione nell’assemblea convocata per il 28 aprile, alle 21, nella sede del circolo ricreativo di Castelnuovo: «Finalmente, dopo sei anni», afferma Alessandrini, «sono partiti i primi due cantieri nella zona rossa, alle due estremità opposte dell’abitato. Si tratta di un passo importante, che getta una luce di speranza sul futuro del nostro paese. Sono già pronti i progetti per gli altri aggregati, ma manca un atto fondamentale, e cioè lo studio geologico che è parte integrante del piano di ricostruzione. Per questo rivolgo un appello accorato alle istituzioni: i risultati della valutazione ci diranno se e dove potrebbero esserci ostacoli dal punto di vista del rischio idrogeologico e permetteranno di dare il via anche agli altri interventi. Occorre quindi accelerare i tempi».

Nell’iter di approvazione del piano di ricostruzione di Castelnuovo è stato costituito un tavolo tecnico tra il Comune di San Pio delle Camere, l’Università, l’Autorità di bacino della Regione Abruzzo e del Bacino interregionale del fiume Sangro e l’Usrc, per definire le linee guida della messa in sicurezza delle cavità sotterranee che si sviluppano sotto il sedime degli edifici e sotto gli spazi pubblici e che hanno avuto un ruolo non secondario rispetto ai danni causati dal sisma. Durante l’assemblea di martedì verrà approvato i bilancio annuale dell’associazione e si procederà al rinnovo del direttivo.

L’avanzamento delle attività di ricostruzione nel piccolo centro aquilano è in linea con le asserite affermazioni di coloro che sono a capo dei vertici degli enti preposti a questo scopo.

Infatti a livello istituzionale e sotto l’incalzare dei vari comitati di frazione, si è ammesso che oggi più che mai è opportuno avviare i cantieri nei paesi e nelle frazioni. Anche considerando che le aree periferiche del capoluogo di regione sono quasi tutte sistemate mentre si sta lavorando nel centro storico.

(r.s.)

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