Castelnuovo, tutto fermo in attesa della rinascita

4 Maggio 2021

CASTELNUOVO. Il centro storico di Castelnuovo, frazione del comune di San Pio delle Camere, 12 anni dopo il terremoto del 2009 è irriconoscibile. Si fa fatica persino a orientarsi in uno spazio non...

CASTELNUOVO. Il centro storico di Castelnuovo, frazione del comune di San Pio delle Camere, 12 anni dopo il terremoto del 2009 è irriconoscibile. Si fa fatica persino a orientarsi in uno spazio non superiore a qualche centinaio di metri quadrati. L’unica cosa che è ancora in piedi è l’obelisco che troneggia sul monumento ai Caduti e sul quale è poggiata una corona di fiori ormai “annerita”. Le strade sulle quali un tempo scorreva la vita del borgo sono sommerse dalla boscaglia. Qui tutto si è fermato alle 3.32 del 6 aprile 2009. Cinque le vittime: un’intera famiglia e due operai macedoni che vivevano in una delle case nel cuore della frazione. Quella che fa più impressione è la chiesa parrocchiale dedicata ai Santi Stefano e Silvestro. Sul terreno sono rimasti sono degli spuntoni di muro. Molte pietre sono poggiate a pochi metri in attesa di essere “rimontate”. Uno dei palazzi storici è quasi sparito sotto il verde che si è attaccato alle mura come a sostenerle per evitarne l’implosione. Eppure qualcosa comincia a muoversi. Finora i cantieri della ricostruzione si sono visti solo nella periferia del borgo. Alcuni aggregati, come conferma il dirigente dell’Ufficio speciale di Fossa l’ingegnere Raffaello Fico, stanno facendo passi avanti. I problemi per la rinascita di questo splendido paese sulla Piana di Navelli carico di storia (Castelnuovo è nato intorno al XII secolo dallo spopolamento della vicina città romana di Peltuinum) e ciclicamente tormentato dai terremoti, sono stati tanti. Il più importante è stato quello dei “grottoni”, enormi cavità che sono sia sotto le case che sotto le strade. Mettere in sicurezza quei “vuoti” è stato il primo degli obiettivi.
Il sindaco di San Pio delle Camere Pio Feneziani è moderatamente ottimista. La speranza è che entro 5 anni Castelnuovo possa tornare a essere almeno riconoscibile. Oggi è di fatto ancora zona rossa (una cancellata chiude la strada principale di accesso). Meno ottimista il primo cittadino lo è sulla rinascita della chiesa parrocchiale che fa parte del buco nero della ricostruzione pubblica. «La chiesa», si legge nelle guide turistiche, «era a pianta rettangolare a due livelli, con suddivisione marcapiano, e a navata unica con copertura con volte a botte lunettata; la facciata era semplice, con una finestra centrale circolare e un portale con cornice rinascimentale. Il campanile è l’unico elemento medievale, costruito in pietra, con tre settori e due ordini di archi».(g.p.)
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