Catasto, uffici chiusi da un anno

27 Gennaio 2023

Il trasferimento all’Aquila doveva essere “temporaneo”, appello dei professionisti

AVEZZANO. A quasi un anno dalla chiusura, allora definita temporanea, degli uffici del Catasto di Avezzano aumentano i disagi, così come le proteste di utenti e professionisti costretti a recarsi all’Aquila anche solo per semplici operazioni.
Quella chiusura provvisoria delle attività negli uffici di Avezzano, provocata dal Covid, continua a causare inevitabilmente, per tecnici e utenti, un aggravio in termini di tempo, costi e procedure proprio nel periodo in cui centinaia di imprese e professionistici stanno svolgendo un intenso lavoro relativo ai bonus fiscali nel settore dell’edilizia, recentemente rinnovati dal governo. Qualsiasi procedura edilizia comincia, infatti, proprio dalla verifica di conformità dei fabbricati a livello urbanistico, nonostante le semplificazioni dedicate al superbonus, ma anche catastale.
Da qualche anno le procedure catastali possono essere gestite telematicamente, ma il confronto diretto con gli uffici preposti resta fondamentale. «Se sei proprietario di un’unità immobiliare nella Marsica», afferma l'ingegnere avezzanese Sergio Di Cintio, «devi prendere appuntamento – e i tempi sono ormai biblici – al Catasto dell'Aquila anche per una semplice visura, perché con la scusa dello smart working gli uffici di Avezzano sono stati chiusi e più nessuno, dopo le iniziali proteste, ne sollecita la riapertura. Questo è inconcepibile sia per i proprietari degli immobili che per i tecnici». Una situazione diventata insostenibile per la città. Da qui l’appello di molti alle istituzioni affinché gli uffici vengano al più presto riaperti così come era stato assicurato un anno fa. (p.g.)
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