Cattedrale “prigioniera” delle impalcature

8 Marzo 2022

Da un anno si attende la fine dei lavori. Don Claide: «Ripresa a breve, in due mesi dovrebbero finire»

AVEZZANO. Fa da sfondo a piazza Risorgimento, ma è anche il principale luogo di culto della Marsica, il punto di riferimento della comunità di fedeli, la chiesa madre della diocesi. Parliamo della cattedrale dei Marsi di San Bartolomeo apostolo, per tutti più semplicemente la cattedrale dei Marsi. Da oltre un anno l’edificio sacro è imprigionato dalle reti e dalle impalcature per una ristrutturazione travagliata, non solo a causa dell’emergenza sanitaria, ma anche a problemi tecnici sopraggiunti durante l’esecuzione dei lavori. Il parroco, don Claide Berardi, che insieme alla diocesi ha dovuto far fronte alla prima ristrutturazione di rilievo dal Dopoguerra a oggi, spiega però che stavolta dovrebbe essere quella buona ed «entro due mesi i lavori potrebbero riprendere ed essere portati a termine».
La cattedrale di Avezzano fu ricostruita dopo il terremoto del 1915, in una posizione diversa rispetto alla precedente collegiata, per volere dell’allora vescovo Pio Marcello Bagnoli. Fu progettata dall’architetto Sebastiano Bultrini e i lavori iniziarono il 15 settembre 1930 ma vennero interrotti per carenza di fondi. La svolta ci fu l’11 agosto 1938 quando Benito Mussolini fece visita ad Avezzano e, messo a conoscenza del problema, fece stanziare tutti i fondi necessari, tanto che in 3 anni fu terminata a consacrata il 22 gennaio 1942, diventando la chiesa madre.
Gli attuali interventi di ristrutturazione rientrano nel piano di sviluppo per il mezzogiorno “Patto per il Sud – MasterPlan Abruzzo” e i fondi arrivano dal Fondo di sviluppo e coesione 2014-2020. L’importo del progetto è di 450mila euro e prevedono il rifacimento degli scalini del sagrato, la pulizia della facciata, la manutenzione del sistema di illuminazione, la ristrutturazione dei locali della Caritas e il rifacimento delle parti di intonaco danneggiate all’interno della struttura. In futuro è previsto, per il completamento delle operazioni di restauro e manutenzione strutturale, un ulteriore finanziamento di 950mila euro. I lavori di ristrutturazione sono stati più volte sospesi. C’è stato anche un intervento della Sovrintendenza dei beni culturali che ha evidenziato delle criticità che sono state fortunatamente superate. Nel frattempo il parroco è riuscito a portare a termine, con la generosità di privati cittadini, la riqualificazione e il rinnovamento dell’altare che ora appare in tutto il suo splendore. Per ultimare i lavori all’esterno ci sono stati delle riunioni e ora tutto potrebbe ripartire. «Ho avuto un incontro con la direzione dei lavori e la ditta appaltatrice», ha sottolineato don Claide, «e credo che entro un paio di mesi gli interventi potrebbero essere conclusi. Stiamo cercando di raggiungere un accordo. Quindi spero che questo spettacolo poco decoroso che la città è costretta a vedere sia presto solo un ricordo». (p.g.)
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