Cattivi odori e malori La Regione invia una diffida alla Burgo
AVEZZANO. Cattivi odori nel nucleo industriale di Avezzano: la Regione diffida la Burgo. Dopo mesi di disagi e segnalazioni da parte dei cittadini e dei lavoratori delle aziende cittadine la Regione...
AVEZZANO. Cattivi odori nel nucleo industriale di Avezzano: la Regione diffida la Burgo. Dopo mesi di disagi e segnalazioni da parte dei cittadini e dei lavoratori delle aziende cittadine la Regione ha preso provvedimenti. Nei giorni scorsi, infatti, è partita dall’Aquila la lettera di diffida alla Burgo di Avezzano per alcune criticità ambientali riscontrate dall’Arta e per il superamento dei limiti di legge di vari parametri nei reflui.
Poco prima dell’estate erano iniziate le segnalazioni per cattivi odori che avevano creato anche malori ad alcuni dipendenti di LFoundry, l’azienda più grande del territorio. A questo disagio si era aggiunto quello dei residenti dei comuni della Valle Roveto attraversati dal fiume Liri periodicamente coperto da una schiuma bianca e maleodorante. Le indagini avviate dalla Procura di Avezzano e gli studi effettuati dai tecnici dell’Arta Abruzzo hanno portato poi a scoprire alcune condizioni critiche che ora devono essere risolte. Nello specifico è stata riscontrata alla Burgo di Avezzano «presenza diffusa sui piazzali di frammenti di carta trasportata dal vento; raccolta a terra del materiale grossolano in uscita dalla sezione di grigliatura dell’impianto di depurazione liberamente esposto all’azione eolica; posizionamento scorretto di serbatoi di liquidi pericolosi sulle apposite vasche di contenimento; cattivo odore ed evidente formazione di schiume sulle vasche dell’impianto di depurazione; sezioni impiantistiche invase da vegetazione». I risultati delle analisi effettuate dall’Arta sui campioni di refluo, inoltre «indicano il superamento dei valori limite di emissione per i parametri solidi sospesi e il raggiungimento del limite per il parametro fenoli e odore molesto». La Regione ha quindi diffidato l’azienda a mettersi in regola entro 30 giorni con le normative vigenti e a rispettare alcune prescrizioni. Il Forum H20, che già da tempo si occupa della vicenda, sta intanto facendo ulteriori accertamenti per chiarire «se siano state adottate, in questi anni, misure di prevenzione e se siano state seguite tutte le procedure di legge volte a individuare il responsabile della contaminazione e ad attuare le attività di bonifica». (e.b.)
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