Cattura dei camosci, chiusi due sentieri

24 Luglio 2015

SULMONA. Scatta la cattura dei camosci e arriva il divieto di accesso per la cima e l’anfiteatro delle Murelle due zone nel Parco nazionale della Majella con sede a Sulmona. In particolare, saranno...

SULMONA. Scatta la cattura dei camosci e arriva il divieto di accesso per la cima e l’anfiteatro delle Murelle due zone nel Parco nazionale della Majella con sede a Sulmona. In particolare, saranno interdetti ad escursionisti e fotografi, fino al 15 settembre, l’intero tracciato dei sentieri G7 e G9. La cattura dei camosci si è resa necessaria per ripopolare il Parco regionale Sirente Velino. Le operazioni saranno eseguite nel rispetto della fauna e per dare seguito ai piani di conservazione Post-live e life cornata che l’ente sta portando avanti da tempo. Sulla questione è intervenuto il direttore dei due Parchi, Oremo Di Nino, che sottolinea come nel Parco della Majella, oltre alla buona presenza dei camosci, da qualche tempo si trovano anche gli orsi. «Nel nostro Parco», afferma Di Nino, «vivono due femmine di orso bruno marsicano. Una presenza che fa considerare la nostra zona protetta come area essenziale per la conservazione dei plantigradi». Un buon risultato a cui però sarebbe necessario affiancare anche una maggiore attenzione da parte dei visitatori e fotografi. «Per il nostro Ente, alla luce delle direttive, diventa obbligatorio e doveroso garantire le migliori condizioni per la sopravvivenza e la riproduzione degli animali. A tal proposito ricordo che il disturbo è una minaccia concreta alla conservazione perché influisce sullo svolgimento dei ritmi di attività propri di ogni animale. In particolare», conclude, «ricordo che quando l’orso viene disturbato può fuggire, smettere di mangiare o interrompere il corteggiamento e le diverse fasi riproduttive. Oppure avvertire la presenza umana, a distanza ravvicinata e continua, comporta il rischio di assuefarsi all’uomo, fattore predisponente all’insorgenza di atteggiamenti confidenti».

Federico Cifani