Cava di Montereale, sì al ricorso della ditta

15 Settembre 2022

Atti per il risanamento, il Consiglio di Stato ribalta il pronunciamento del Tar e boccia gli ambientalisti

L’AQUILA. Un nuovo ribaltone riabilita gli atti (bocciati dal Tar Abruzzo il 7 dicembre 2021 su ricorso del Forum ambientalista) per il risanamento della cava di Montereale. La controversa vicenda ha avuto il suo epilogo con una sentenza del Consiglio di Stato pubblicata nella giornata di ieri.
I giudici della quarta sezione di Palazzo Spada (presidente Vito Poli, estensore Alessandro Verrico, consiglieri Silvia Martino, Giuseppe Rotondo e Michele Conforti) hanno accolto l’appello proposto dalla società Inerti Mozano srl, rappresentata e difesa dagli avvocati Roberto Colagrande e Claudio Verini, contro l’associazione Forum ambientalista (avvocato Herbert Simone) e nei confronti della Regione (rappresentata dagli avvocati Stefania Valeri e Antonio Orsini), del ministero della Transizione ecologica rappresentato dall’Avvocatura generale dello Stato; il Comune di Montereale, ministero per i beni e le attività culturali (Soprintendenze ai beni architettonici e paesaggistici, Parco Gran Sasso-Laga, Stazione ornitologica abruzzese non costituiti in giudizio. Il Consiglio di Stato, in riforma della sentenza impugnata dalla ditta, dichiara irricevibile il ricorso di primo grado per impugnazione tardiva, oltre i termini decadenziali. In particolare, annotano i magistrati, il giudizio favorevole di Via era noto almeno dagli anni 2016/17. Da qui l’irricevibilità del ricorso di primo grado.
Cade ogni censura sugli atti in forza dei quali era stato dato il via libera, dal consiglio comunale di Montereale, alla proposta economica per il risanamento con gestione della cava di San Giovanni Paganica, formulata dalla Inerti Mozano srl. All’unanimità l’assemblea decise di approvare il ripristino ambientale evidenziandone «le positive ricadute occupazionali». La questione della cava è annosa ed è stata storicamente caratterizzata da battaglie giudiziarie.
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