Cavalieri: cancellati i nostri luoghi
Lo storico aquilano “stramaledice” gli autori della devastazione delle montagne
L’AQUILA. La rabbia, l'impotenza, la paura. Ma anche il dolore per la perdita di luoghi del cuore, cari a tutti gli aquilani. Sono sentimenti comuni, in questi giorni in cui la città assiste alla devastazione dei suoi boschi, dei sentieri tanto amati che forse non rivedranno più per anni. C'è chi lo racconta e lo fa così bene, che pare parlare a nome di tutti i suoi concittadini. È lo storico Walter Cavalieri, grande frequentatore della montagna: «Per noi “animali di città” i colli tra Cansatessa e Arischia, il Passo del Dottore, la via dei Cipressi, la Rocchetta, Croce Cozza, la Madonnina, Monte Pettino erano da sempre la palestra naturale per tenerci in allenamento e sfidare ogni tanto qualche altura più severa. Ma erano anche i luoghi “spirituali” dove trovare pace interiore, solitarie meditazioni, solidali confidenze oppure allegro passatempo collettivo. In quei luoghi riconquistammo una fiduciosa normalità dopo il terremoto del 2009 e dopo la pandemia. Nell'afflizione di oggi non mi consola denunciare quello che per decenni si poteva fare e non si è fatto per salvaguardare i nostri boschi. Mi piacerebbe solo che quei criminali che hanno cancellato tutto ciò capissero che non hanno distrutto soltanto alberi, piante, fiori e animali ma un mondo intero di pensieri, ricordi ed emozioni. Se esiste quel Dio di cui tanto si parla, spero proprio che li stramaledica!». (r.s.)
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