Cavallo drogato per vincere: in 3 nei guai

Proprietaria, allenatore e fantino accusati di avere iniettato sostanze dopanti per truccare una gara a Tagliacozzo
TAGLIACOZZO. Sono accusati di aver drogato un cavallo per migliorare le sue prestazioni e renderlo più competitivo nel corso di una gara ippica. Nei guai sono finite tre persone che dovranno rispondere di diversi reati legati proprio alla somministrazione di sostanze dopanti negli esemplari da corsa. In particolare, sono comparsi davanti al giudice del tribunale di Avezzano il proprietario del cavallo, l’allenatore e il fantino. Sembra quasi di stare in una scena del classico della commedia italiana “Febbre da cavallo”, lo storico film del 1976 diretto da Steno con due esilaranti Gigi Proietti ed Enrico Montesano. Se non fosse per il fatto che in questo caso a farne le spese, secondo le accuse, è stato uno splendido cavallo da corsa, costretto a sforzi contro natura causati dalla droga. I tre sono accusati di aver «costretto il cavallo a comportamenti o a lavori insopportabili per le sue caratteristiche etologiche» e di avergli «somministrato sostanze vietate sottoponendolo a trattamenti che procurano un danno alla salute degli animali». Secondo l’ipotesi della Procura di Avezzano, i tre, in concorso morale e materiale tra loro, avrebbero somministrato al cavallo della benzoilecgonina, sottoponendolo così a un comportamento o a fatica insopportabile per le sue caratteristiche e causando un danno alla salute del cavallo. Sotto accusa C.C., 48 anni, la proprietaria dell’esemplare, A.T. (47), il suo allenatore, e P.A. (35), il fantino, tutti di Roma. I fatti risalgono al 2011 e la gara in questione è quella riguardante il “Premio Bolsena”, disputata all’ippodromo di Tagliacozzo (la struttura, va precisato, è estranea alla vicenda giudiziaria). Il cavallo, proprio in quella gara, era risultato primo classificato. Secondo quanto emerso dalle indagini, scaturite a seguito di una denuncia, proprio in quell’occasione i tre imputati hanno iniettato la sostanza vietata allo scopo di migliorare le prestazioni sportive dell’animale. Non si tratta di una novità visto che ogni anno è lungo l’elenco dei cavalli risultati positivi al controllo antidoping. Gli imputati sono difesi dagli avvocati Enrico Orlandi e Marco Alfatti Appetiti.
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