Cave, batosta sul Comune Celi chiede 207mila euro

26 Luglio 2019

Magliano, sollecitato il rimborso del canone d’estrazione: versato indebitamente Alle aziende applicato un prezzo superiore a quello previsto dalla Regione

MAGLIANO DE’ MARSI. Un’altra azienda bussa alla porta del Comune di Magliano de’ Marsi per chiedere conto dei canoni di estrazione maggiorati per le cave. L’Ente ha infatti ricevuto una richiesta di rimborso di 207mila euro, più rivalutazioni e spese legali, dalla società Celi Calcestruzzi spa. La notizia arriva a poche settimane dall’approvazione in consiglio comunale di un debito fuori bilancio di oltre 292mila euro (di cui oltre 100mila per interessi e spese legali) per sanare una controversia derivante da alcune sentenze esecutive con un’altra società marsicana, la Ficorilli Calcestruzzi srl.
I legali di quest’ultima azienda avevano infatti avviato dei procedimenti legali riuscendo, nonostante l’opposizione del Comune, ad avere la meglio e a ottenere la restituzione delle somme versate. La decisione della magistratura amministrativa è stata adottata sulla scorta della sentenza 960 del 2017, con la quale era stata accolta l’opposizione proposta dalla società sul decreto ingiuntivo promosso dal Comune che è stato condannato a pagare le spese di lite. Mentre la sentenza 1068 del 2017, con la quale il giudice di primo grado ha rigettato l’opposizione proposta dal Comune al decreto ingiuntivo proposto dalla Ditta Ficorilli, ha condannato l’Ente alla restituzione degli importi corrisposti in eccesso dalla società in forza di un contratto di concessione, condannandolo alla spese di lite. Sulla scorta di questa sentenza, anche la Celi Calcestruzzi spa, tramite la responsabile delle comunicazioni esterne Benedetta Paone, ha reso noto di aver avanzato una richiesta al Comune a firma del proprio legale, e sottoscritta dall’amministratore unico della società Maria Rosaria Di Biase, in cui comunica di aver «indebitamente versato in più al Comune di Magliano l’importo di oltre 207mila euro». Una somma ottenuta, così come nell’altra controversia della Ficorilli, dalla differenza tra il prezzo stabilito dalla determina della Regione Abruzzo e quello invece fissato dal Comune di Magliano de’ Marsi. In sostanza, anni fa, il Comune aveva applicato alle aziende del settore un prezzo del canone di escavazione della ghiaia superiore a quello previsto dalla Regione.
L’Ente, già interessato in questi giorni per l’analoga vicenda della Ficorilli, rischia una batosta finanziaria. La società ha infatti avviato un iter giudiziario nei confronti del Comune al fine di ottenere una «uniformità di trattamento, applicando le stesse disposizioni legislative e gli stessi regolamenti e garantendo i principi di parità e trasparenza della pubblica amministrazione».
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